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Pd, la patata bollente nelle mani del segretario provinciale

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VASTO – Si apre uno spiraglio. Ma è molto stretto. Ieri nessuno aveva voglia di rilasciare dichiarazioni ufficiali, dopo il vertice per ricomporre la frattura nel Pd dopo la sfida lanciata da Peppino Forte al sindaco, ora dimissionario, Luciano Lapenna.

Non si può dire che la ferita si sia rimarginata. Anzi. Le due sponde del Pd rimangono lontane, con Peppino Forte e Domenico Molino che hanno ribadito di voler tirare dritto sul cammino delle primarie e Lapenna che ha sottolineato “alcuni punti interrogativi”, come quello relativo alla raccolta di firme per sostenere prima la candidatura di Molino, mentre poi le sottoscrizioni sono confluite su Forte.

Il presidente del Consiglio comunale si è sfogato davanti alla dirigenza locale e regionale dei Democratici
 A tratti aspri i toni del dibattito interno, come nell’intervento di Mario Olivieri, capogruppo in Consiglio comunale. Legnini (che è vice commissario del partito a Vasto insieme al capogruppo regionale, Camillo D’Alessandro) ha provato a spegnere le polemiche sulle firme. Il concetto espresso dal membro della commissione di garanzia del Pd è questo: risolviamo la vicenda con un accordo politico e non nelle aule giudiziarie, altrimenti rischiamo di arrivare alle “calende greche”, bruciando tutta la delicatissima fase pre-elettorale. Tommaso Coletti, consigliere provinciale ed ex presidente della Provincia di Chieti, ha annunciato che scriverà una lettera a Bersani perché si faccia promotore di una modifica del contestato regolamento delle primarie.

Cominciano anche a delinearsi i primi schieramenti. Tra i presenti, si sono apertamente schierati con Forte gli ex assessori Domenico Molino e Lina Marchesani. Antonio Di Santo, consigliere comunale assente per motivi di salute, ha scritto una lettera recapitata all’assemblea dalla figlia, Teresa, che subito dopo le dimissioni di Lapenna gli aveva rinfacciato la mancata nomina di suo padre alla carica di assessore, come cinque anni fa gli aveva indicato la maggioranza dei Ds. Il primo cittadino gli preferì Anna Suriani. Nicolangelo D’Adamo e Fabio Giangiacomo, anche loro membri dell’assise civica, hanno chiesto a Forte di fare un passo indietro. Al momento, nessuno dei due contendenti lascia strada all’altro. Comincia a muoversi la diplomazia interna.

Per il segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, che è anche commissario straordinario del partito a Vasto, una brutta gatta da pelare.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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