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Usura e tentata estorsione, 5 condanne e 3 assoluzioni

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VASTO – Usura e tentata estorsione. Erano questi i capi d’imputazione a carico di una donna rom di San Salvo e dei suoi quattro figli che, stamane in Tribunale a Vasto, sono stati condannati in primo grado a pene variabili tra 2 anni e otto mesi e cinque anni di reclusione.

Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Giancarlo Ciani, tra il 1997 e il 2003 Clorinda Bevilacqua, vedova di Giuseppe Di Rocco, assieme ai figli Rocco, Barbara, Antonietta e Laura, si sarebbe resa responsabile di una decina di casi di usura a San Salvo. Interessi su prestiti che,
secondo quanto accertato all’epoca dei fatti, avrebbero raggiunto livelli del 400 per cento su base mensile, per un giro di denaro di almeno 200 mila euro.

La condanna più severa è stata comminata a Clorinda Bevilacqua, 5 anni di reclusione (il pm chiedeva per lei la pena a 6 anni e 6 mesi), Rocco Di Rocco a 4 anni, meno dei 5 anni e 8 mesi chiesti dal pm. Barbara, Antonietta e Laura sono state condannate, rispettivamente, a 3 anni e 3 mesi, 3 anni e 2 anni e 8 mesi di reclusione. Tutte e tre le sorelle sono state però assolte da 3 capi d’imputazione, per usura e tentata estorsione. Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Giovanni Cerella, Angela Pennetta e Raffaele Giacomucci, del foro di Vasto, mentre il collegio giudicante, presieduto da Rosa Capuozzo, vedeva a latere Caterina Salusti e Michelina Iannetta. (Agi)

 

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