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Vertice Pd, Marini cerca la soluzione per il caso Vasto: nulla di fatto

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VASTO – Nulla di fatto. Servirà un altro ampio giro di consultazioni tra le forze del centrosinistra per decidere entro domenica chi vincerà il braccio di ferro tra Luciano Lapenna e Peppino Forte. Dal loft di Roma il Pd di Vasto esce con una sola certezza: le primarie non si faranno. Sono state definitivamente accantonate da Franco Marini. L’ex presidente del Senato ha ricevuto, insieme al responsabile enti locali, Davide Zoggia, la delegazione abruzzese.

Il vertice. Attorno al tavolo della sede nazionale si sono seduti, oltre ai due dirigenti nazionali, i due contendenti e i tre saggi nominati dalla segreteria regionale per cercare di sbrogliare la matassa: Camillo Di Giuseppe, Giovanni Legnini e Camillo D’Alessandro. Annunciato come decisivo, il vertice non ha risolto il problema.

La posizioni. I due litiganti hanno esposto le loro ragioni, confermando sostanzialmente le motivazioni che hanno sempre sostenuto. Il presidente del Consiglio comunale, che è stato ascoltato per primo, avrebbe ribadito la voglia di rimettersi in gioco e sottolineato la necessità di restituire entusiasmo agli elettori del centrosinistra, pur giudicando positivo il lavoro svolto dall’amministrazione comunale nel quinquennio che si avvia alla conclusione tra polemiche e spaccature. Forte si sarebbe detto pronto a raccogliere di nuovo le firme per rimettere subito in moto la macchina delle primarie, annullate dopo i ricorsi incrociati presentati dai supporters dei due leader.

Poi ha parlato Lapenna, rivendicando l’attività svolta dalla sua Giunta e la necessità di tenere unito innanzitutto il partito, senza mettere in discussione il capo dell’amministrazione, e poi la coalizione, in cui Sel e Rifondazione comunista sono apertamente dalla sua parte, mentre l’Italia dei valori, che pure ha dichiarato di volersi tenere fuori dalle beghe interne del Pd, ha sottolineato in un comunicato del consigliere provinciale Eliana Menna che non rientrerà nella nuova Giunta che Lapenna varerà nei prossimi giorni.

Ipotesi scartata. Marini avrebbe sollecitato una soluzione politica, un accordo tra le parti per evitare di allungare i tempi con l’indizione di nuove primarie.

Le pre-elezioni potrebbero rivelarsi un boomerang dopo essere state invalidate a causa dei molti dubbi sulla presentazione delle liste e sull’imparzialità del regolamento. A quel punto, nel tentativo di uscire dall’imbuto, Zoggia ha proposto un sondaggio di gradimento tra i vastesi: su commissione del partito centrale, un istituto nazionale chiede agli elettori chi preferiscono tra Lapenna e Forte. Le due fazioni non hanno trovato l’accordo nemmeno su questo.

Lapenna è l’unico che risponde al telefono per commentare: “Io non avrei scartato l’ipotesi sondaggio. Credo, in ogni caso, che questa riunione abbia messo fine alle primarie. Se si trova l’unità della coalizione su Peppino, sono disposto anche a fare un passo indietro”. Ma Rifondazione ha già detto: “Non sosterremo mai Forte candidato sindaco” e Sinistra ecologia e libertà la pensa allo stesso modo. E’ una guerra di logoramento.

In cerca di soluzione. I tre commissari straordinari e la segreteria regionale avvieranno un giro di consultazioni per capire quale dei due aspiranti alla nomination riscuote più gradimento tra i partiti di una coalizione da ricostruire. Se entro domenica la nave non leva l’ancora per salpare verso elezioni, il rimorchiatore arriverà ancora da Roma. E in quel caso nessuno potrà fiatare. Tutti sotto coperta a obbedire agli ordini degli alti ufficiali.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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