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Dal vertice di Chieti emergono i due tronconi. Pd, Forte gioca d'anticipo

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VASTO – Da sotto al pelo dell’acqua dell’attesa in cui nessuno voleva sbilanciarsi e prevedere come sarebbe andata a finire, riemergono nel vertice di Chieti i due tronconi in cui è diviso il centrosinistra sul caso Vasto.

Sinistra. Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista hanno ribadito la loro posizione e sostenuto l’autonomia nelle scelte delle sezioni locali di entrambi i partiti: stanno con Luciano Lapenna e confermano il loro “no” alle primarie.

Idv. Nessun passo indietro nemmeno dall’Idv, che non entrerà nella nuova Giunta Lapenna, ma è disposta a trattare con Forte, anche se non ha intenzione di firmare con il presidente del Consiglio comunale un patto elettorale a scatola chiusa.

Forte gioca d’anticipo. “Ho presentato 107 firme, una in più dell’altra volta. Chiedo che venga applicato lo statuto del Partito democratico”. Lo dichiara Peppino Forte, che torna a sfidare il sindaco, Luciano Lapenna, per la nomination. Il braccio di ferro tra i due continua. Poco prima della riunione di Chieti, Forte ha consegnato i documenti con le sottoscrizioni ai tre saggi nominati dal Pd per dirimere il caso Vasto, Camillo Di Giuseppe, Giovanni Legnini e Camillo D’Alessandro, e al segretario regionale, Silvio Paolucci. 

Per i quattro massimi dirigenti Democratici, è una brutta gatta da pelare, visto che il partito a Vasto rimane spaccato.

Lapenniani. I sostenitori del primo cittadino non stanno a guardare e si consultano per concordare le iniziative a sostegno di Lapenna.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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