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Processo "autovelox selvaggio", escluso il comitato "Pro Trignina"

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VASTO – Il comitato Pro Trignina non può costituirsi parte civile nel processo relativo all’inchiesta Autovelox selvaggio. Lo ha deciso stamani il giudice monocratico del Tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo, accogliendo l’eccezione sollevata in giudizio dall’avvocato Nicola Artese. Motivazione della decisione: l’associazione presieduta da Antonio Turdò è sorta nel 2009, quando ormai l’inchiesta era già iniziata.

Associazione a delinquere, concorso in truffa aggravata, peculato e violazione dell’articolo 97 della Costituzione, che formula il principio di imparzialità quale fondamento dell’attività della pubblica amministrazione: queste le contestazioni a carico di 16 persone tra amministratori comunali del Vastese, vigili urbani e avvocati. La pubblica accusa è sostenuta dal procuratore Francesco Prete.

Pro Trignina, che dal 2009 ha ingaggiato un braccio di ferro con i Comuni sugli autovelox imboscati lungo la Fondo Valle Trigno, contava di inserirsi nel processo come parte lesa. Ma non c’erano i tempi tecnici necessari, perché il comitato è stato costituito due anni dopo l’avvio dell’inchiesta. L’udienza è stata aggiornata al 15 marzo.

micheledannunzio@vastoweb.com

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