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Passa il Piano del centro, Pdl e Udc abbandonano l'aula

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VASTO – Il Consiglio comunale dice sì al Piano di recupero del centro storico di Vasto. Lo fa con i soli voti della maggioranza di centrosinistra, dopo che Pdl e Udc hanno abbandonato l’aula, mentre Alleanza per l’Italia rimane, riuscendo a far passare l’emendamento sui locali pubblici.

Dopo l’ultima seduta, andata deserta con inevitabile codazzo di polemiche post-primarie, il centrosinistra torna a sedere in Consiglio. C’è il presidente, Peppino Forte, la cui assenza nella seduta precedente si era notata, anche se lui aveva parlato di defezione “per motivi personali”. Con il Pd che stasera è atteso dall’ennesimo vertice convocato dal segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, per ricompattare il partito, la maggioranza ha ottenuto quello che voleva: l’ok al programma di rivitalizzazione della città antica redatto da Pier Luigi Cervellati, l’urbanista bolognese che ha presieduto il pool di tecnici incaricati di redigere il Piano che, con la delibera di adozione approvata ieri, intraprende il lungo iter previsto dalla legge per l’entrata in vigore dei documenti urbanistici, quelli che pianificano l’utilizzo e lo sviluppo del territorio.

Il centrodestra, che pure nell’ultima seduta valida aveva strappato il rinvio della questione per esaminare le carte, ha scelto la strada dell’Aventino. “Le minoranze hanno lavorato con noi a questo Piano”, ha detto nel suo intervento finale il sindaco, Luciano Lapenna. Ma aspettarsi una votazione unanime a un mese e mezzo dalle elezioni era un auspicio fin troppo ottimistico per l’amministrazione.

E, in effetti, dai banchi dell’opposizione sono piovute critiche. Innanzitutto, sulla procedura. “Abbiamo posto una pregiudiziale, dovuta al fatto che a 45 giorni dal voto si possono approvare solo delibere indifferibili e urgenti”, dice dopo l’uscita dall’aula Etelwardo Sigismondi (Pdl). “La maggioranza ha sostenuto, con argomenti secondo noi non convincenti, il carattere di urgenza del Piano Cervellati. Se c’era tanta fretta – chiede – perché non sono state rispettate le scadenze prefissate? Il bando di gara per la redazione del programma di recupero della città antica risale al 30 maggio del 2008 e dava ai progettisti 300 giorni di tempo per completare il loro lavoro, cioè entro il 30 marzo 2009. Il Piano è stato riconsegnato il 22 settembre 2009. Entro 60 giorni l’amministrazione comunale avrebbe dovuto esprimere il proprio parere. Invece, lo ha fatto il 16 giugno 2010”. Nei contenuti, “abbiamo trovato forti analogie con il Programma di recupero del centro storico di Senigallia, elaborato dallo stesso professor Cervellati. In particolare per ciò che riguarda le norme tecniche. Come possono essere paragonati i borghi antichi di due città diverse? Inoltre – polemizza Sigismondi – è previsto un ufficio di piano con compiti di esaminare le pratiche dei cittadini riguardo alle ristrutturazioni. Ma questo ufficio non ancora esiste e c’è bisogno di formare il personale”.

In aula alle polemiche risponde Lapenna: “A Vasto – afferma – esisteva un’anarchia totale nel centro storico. Mi dispiace non vedere l’opposizione seduta tra i banchi”, perché “le minoranze hanno lavorato con noi. E’ stato detto che il professor Cervellati è un marxista. Cervellati è uno dei più grandi urbanisti del mondo. I segni del suo lavoro sono evidenti a Venezia, Palermo e in tante altre città”. Poi si è rivolto a Nicola D’Adamo (Alleanza per l’Italia), che ha sollevato la questione parcheggi a pagamento: “Si pagherà 24 ore su 24”, aveva fatto notare alla vigilia del Consiglio. “Avete fatto allarmismo, come sul parcheggio multipiano di via Foscolo e su via Adriatica. Sono orgoglioso di questo Piano”, tuona Lapenna. Fabio Smargiassi (Prc) ribatte alle critiche sulle demolizioni: “Saranno possibili solo nei casi espressamente previsti ed sarà necessaria quella che letteralmente le nuove regole definiscono ricostruzione testuale”. Alla fine passa la proposta di D’Adamo (ApI) sulla modifica dell’articolo che vietava di aprire locali pubblici al primo piano o nei seminterrati e interrati degli edifici della città antica”. Al momento del voto, i presenti sono 18: 15 favorevoli, 2 contrari (lo stesso D’Adamo e il capogruppo di ApI, Alessandro La Verghetta) e un astenuto: Luigi Marcello, ormai in rotta col centrodestra. Decide di non votare perché “sono residente del centro storico”, evitando così il conflitto d’interessi.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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