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Crisi Golden Lady, incontro pubblico per salvare 382 posti

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GISSI – Crisi della Golden Lady ed area industriale della valle del Sinello. Se ne parlerà oggi pomeriggio, dalle ore 17.00, presso il centro sportivo Aldo Moro di Gissi, in un incontro pubblico indetto da Cgil, Cisl e Uil. Come salvaguardare l’occupazione e il territorio sarà il tema principale che verrà trattato nel convegno al quale sono state invitate  la Regione, la Provincia, tutte le Amministrazioni comunali del territorio vastese, le associazioni datoriali, la società consortile del Patto Trigno-Sinello ed il Consorzio industriale. 

“La crisi finanziaria e produttiva che stiamo vivendo – dichiarano i segretari generali Cgil Cisl e  Uil Chieti, Michele Marchioli, Leo Malandra e Antonio Cardo –  sommata ai processi di delocalizzazione all’estero delle imprese, sta determinando una crisi sociale, occupazionale e reddituale dei lavoratori e delle loro famiglie. Nella nostra provincia sono interessati tutti i settori merceologici e tutte le zone industriali, tuttavia tre aree sono facilmente individuabili come quelle più colpite dal processo di deindustrializzazione ed espulsione della manodopera dal ciclo produttivo e sono nell’ordine l’area industriale del Sinello, Gissi,  quella dell’ortonese e quella della Valpescara, Chieti scalo”.

“Non è per caso  – continuano i sindacalisti -che la Consulta provinciale per il lavoro ha analizzato in tre riunioni diverse lo stato di pesante difficoltà che queste aree stanno vivendo, definendo percorsi di lavoro per ricercare le soluzioni possibili”.

“Purtroppo – denunciano –  registriamo la tendenza ad occuparsi delle crisi aziendali solo quando esse sono sotto i riflettori degli organi d’informazione e gli impegni assunti nelle riunioni della Consulta provinciale sembrano esaurirsi nel momento stesso in cui vengono adottati”.

Nello specifico “la vertenza che riguarda la valle del Sinello richiede uno sforzo collettivo estremo per almeno tre ordini di ragioni. Il numero di lavoratori interessati è enorme in rapporto agli abitanti della zona ed alle concrete opportunità di ricollocazione individuale nell’area; la manodopera che rischia di essere espulsa dal processo produttivo è largamente di genere; la deindustrializzazione espone l’intera area dell’alto vastese al rischio di ulteriore spopolamento e quindi di depauperamento del valore e della salvaguardia delle zone interne provinciali.
In quest’area la vertenza Golden Lady, per la mole dei lavoratori interessati e senza voler tralasciare e minimizzare le altre aziende in crisi, assurge ad essere il simbolo del pesante declino industriale dell’intera valle.
Le nostre organizzazioni di settore (Femca-CISL, Filctem-CGIL e Uilta-UIL) hanno già richiesto alla proprietà della Golden Lady un incontro per determinare gli impegni dell’azienda in merito al necessario processo di rigenerazione industriale del sito produttivo” .
“Salvaguardare l’occupazione e con essa il territorio – concludono i tre segretari –  è un dovere di tutti e per il quale tutti devono fattivamente contribuire”.

Martina Fiorito – quotidiano Primo Piano

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