vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Corso Europa, "prigioniera" nella casa senza ascensore

Più informazioni su

VASTO – Sono trascorsi quasi quattro anni da quando la signora Enza, invalida al 100%, ha chiesto di poter vedere installato un ascensore nel suo condominio in corso Europa.

Ma, ad oggi, nonostante del suo caso la stampa si sia già occupata lo scorso mese di ottobre, Enza è ancora prigioniera in casa. La signora ha 45 anni e da 18, in seguito ad una puntura spinale post parto, ha contratto una malattia nervosa rara. Come se la sorte non le avesse già riservato un brutto scherzo, dopo 9 anni da quell’episodio, due tumori benigni al cervelletto destro hanno portato la sua percentuale di invalidità dal 75 al 100%.

Nel maggio 2008, il suo legale di fiducia, l’avvocato Massimiliano Baccalà, ha sollecitato al condominio e all’Ater la richiesta di Enza, avanzata in base alla Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili. L’appartamento della signora, infatti, è sito in un condominio di edilizia economica e popolare dove, però, una parte degli assegnatari degli alloggi ne ha riscattato la proprietà.

L’Ater Lanciano-Vasto, quindi, pur essendosi dichiarata disponibile a sostenere Enza nella sua lotta per ottenere un ascensore, detiene solo una parte dei millesimi necessari per deliberarne l’istallazione. La restante parte è detenuta dai condomini e non tutti hanno versato la quota necessaria. Fatto sta che, due settimane fa, l’ascensore è arrivato, ma giace non ancora installato sotto il palazzo, in attesa che tutti paghino.

Senza soldi, i lavori non possono cominciare e così Enza continua a vivere prigioniera e, per essere sottoposta alle cure mediche che deve affrontare periodicamente, occorre prenderla di peso per tre piani o chiamare un’ambulanza. Ovviamente a pagamento. La mancanza di un ascensore continua a rubare ad Enza il diritto ad un’esistenza più dignitosa, mentre gli anni passano inesorabilmente. I suoi contatti con l’esterno sono rimessi nelle mani del marito e della figlia.

E poi a farla sentire un po’ meno sola c’è Facebook, da dove Enza trasmette il suo amore per la vita, che non è stata certo generosa con lei. Adesso, però, Enza è stanca di lottare, perché si sente impotente e, dopo tante promesse, anche un po’ presa in giro. E mentre lei guarda il mondo dal web e dalla finestra, l’ascensore della libertà giace inutilizzato sotto casa, interrogando le coscienze di tutti noi.

Paola Cerella – quotidiano Il Tempo

Più informazioni su