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Guidi ubriaco? Ti toccherà curare il verde pubblico

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VASTO – Guidi dopo aver bevuto troppo? Ti toccherà lavorare gratis per la collettività: pulizia delle aree verdi e altri lavori socialmente utili. Lo prevedono le nuove regole sulla sicurezza stradale contenute nel prococollo d’intesa firmato stamani a Vasto, nel palazzo di giustizia, dal presidente del Tribunale, Antonio Sabusco, e dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio.

Attorno al tavolo della camera di consiglio di via Bachelet si sono ritrovati, oltre a Sabusco e Di Giuseppantonio, i consiglieri provinciali Paolo Sisti ed Etelwardo Sigismondi, i magistrati Francesco Prete (capo della Procura) Laura D’Arcangelo e Fabrizio Pasquale, nonché Vittorio Melone e Fiorenzo Cieri, segretari rispettivamente della Camera penale e dell’Ordine degli avvocati di Vasto.

Le regole – Chi si mette al volante dopo aver alzato troppo il gomito può incappare nei posti di blocco delle forze dell’ordine. E, quindi, nella prova dell’etilometro: soffiare nel tubo che rileva il tasso di alcol contenuto nel sangue. La soglia consentita è di 0.80 milligrammi per litro. Superata quella, sono guai. Scatta la denuncia.

Per effetto dell’accordo siglato a Vasto, chi guida in stato di ebbrezza o di ubriachezza sarà costretto a svolgere per un determinato periodo lavori di publbica utilità per conto della Provincia: attività di supporto alla squadra operai provinciali nel servizio di viabilità, spazzamento strade, pulizia piazze, pulizia di aree verdi e nel servizio di manutenzione delle scuole; supporto nell’organizzazione di manifestazioni pubbliche nel periodo estivo ed invernale; promozione culturale e turistica della Provincia; progetti di promozione delle politiche sociali e  di tutela ambientale”. Questa sarà la sanzione, oltre al sequestro dell’automobile o della moto.

“Quest’intesa – commenta Di Giuseppantonio – ha una forte valenza sociale. Mi auguro che anche tutti i Comuni della Provincia di Chieti aderiscano a questo accordo siglato nell’interesse di tutti alla salute e alla sicurezza stradale. Si tratta di un’iniziativa di grande valenza che consente di attribuire alla pena, non soltanto una funzione afflittiva, ma anche rieducativa, così come sancito dalla nostra Carta costituzionale”.

“I vantaggi del lavoro di pubblica utilità – affermano Sigismondi e Sisti – sono molteplici, sia per il condannato, che in tal modo potrà usufruire di circostanze premiali quali l’estinzione del reato,  la revoca della confisca dell’autovettura ed il dimezzamento del periodo di sospensione della patente; sia per l’ente che potrà utilizzare gratuitamente tali persone per lo svolgimento di tutte quelle attività che riterrà opportune”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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