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Gruppo Cima, la Cgil: "Ripresa o contratti di solidarietà"

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SAN SALVO – “Allo scadere della cassa integrazione, chiediamo ad una normale attività produttiva”, ma “se questo non fosse possibile nell’immediato, sosteniamo il ricorso alla riduzione di orario o ai contratti di solidarietà”. Sono le richieste della Fiom-Cgil alla dirigenza del gruppo Cima, che a San Salvo possiede due stabilimenti metalmeccanici per complessivi 70 dipendenti.

Venerdì 14 aprile si sono svolte le assemblee di fabbrica di Cgil e Cisl per elaborare una proposta comune da avanzare all’azienda a poche settimane dalla conclusione della cassa integrazione straordinaria in due aziende che hanno risentito pesantemente della crisi economica abbattutasi sul Vastese. “Nell’assemblea – racconta Mario Codagnone, segretario provinciale della Fiom – sono stati sottolineati da tutti i lavoratori i grandi sacrifici affrontati in questi due anni di Cig sia a livello psico-fisico che economico. E’ necessario che la proprietà del gruppo Cima, seppur in una logica di riorganizzazione produttiva, attui maggiori investimenti per salvaguardare gli stabilimenti di Piana Sant’Angelo”.

I rappresentanti degli operai vorrebbero il ritorno alla “normale attività produttiva”, oppure la riduzione dell’orario di lavoro o i contratti di solidarietà: lavorare meno, anche rinunciando a una parte dello stipendio, ma lavorare tutti.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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