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Elezioni 2011 – Gallo: "Via le fabbriche da Punta Penna"

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1) Il Governo ha rilasciato a una compagnia irlandese la concessione a cercare petrolio nel mare abruzzese. Anche davanti alla costa di Vasto. E’ favorevole a nuove piattaforme petrolifere?
 
No! La posizione del Movimento 5 stelle è ben nota sull’ argomento: la politica energetica deve essere indirizzata all’utilizzo di energie alternative e rinnovabili, alla riduzione degli sprechi, alla salvaguardia dell’ambiente (riduzione emissioni CO 2). Gli investimenti e lo sfruttamento del petrolio vanno, pertanto, superati gradualmente a favore di nuove risorse energetiche. Puntare sul petrolio sarebbe come se nel ventesimo secolo si fosse ancora investito sulle carrozze a trazione animale.

2) Nei giorni scorsi Confindustria ha chiesto ai candidati un impegno concreto: progetti di sviluppo credibili e confermare la vocazione industriale di Punta Penna. Gli ambientalisti si battono per la tutela della vicina riserva di Punta Aderci. Possono ancora Convivere due realtà così diverse, oppure bisogna compiere una scelta? E quale?

Il Movimento 5 Stelle ritiene Punta Penna una zona a vocazione turistica e naturalistica. La realtà industriale e quella della riserva non possono più convivere; la scelta coraggiosa che la città deve fare è quella di spostare il sito industriale di Punta Penna nei nuclei industriali già esistenti. Paradossalmente la salvezza di Punta Aderci dalle speculazioni edilizie è stata proprio dovuta alla destinazione industriale di quel distretto. Chissà cosa ne sarebbe stato se si fosse puntato sull’edilizia negli anni 70. Un problema concreto, e non solo per la riserva, nasce, inoltre, secondo noi, dall’ampliamento del porto con il conseguente intensificarsi del traffico di navi pesanti e petroliere e con gli annessi impianti di stoccaggio che ne deriverebbero.

3) Parco della Costa Teatina: una prima, provvisoria determinazione dei confini prevede che l’area protetta comprenda l’intero nucleo abitato di Vasto. E’ d’accordo, oppure ritiene che il perimetro debba essere diverso?

Il Movimento 5 stelle di Vasto ritiene su questo punto di lasciare escluso il nucleo abitativo della città. Ci piacerebbe però veder integrata nel perimetro del parco la zona industriale di Punta Penna, porto compreso e veder realizzata, come dal nostro programma enunciato, la pista ciclabile lungo l’ex tracciato ferroviario, opera indispensabile all’ultimazione di un collegamento verde tra  i comuni interessati al parco e che, una volta ultimata  sarà,  per la bellezza naturalistica delle località attraversate, di sicuro richiamo turistico.

4) Vasto ha fatto registrare per anni una forte espansione edilizia. Troppo, secondo l’ arcivescovo Bruno Forte:circa 3.500 alloggi invenduti. Bisogna porre un freno o lo stop al cemento rischia di ingessare lo sviluppo della città?

Siamo favorevoli al libero mercato, ma vogliamo delle scelte responsabili che conducano la città futura alla riconquista di spazi pubblici sottratti dall’edilizia selvaggia. L’approvazione del PRG è stata più una resa all’anarchia dell’ edilizia urbana che un piano di sviluppo vero e proprio della città; le conseguenze sono visibili a tutti. La progettazione futura dovrà essere più responsabile, tenendo conto degli spazi verdi , del recupero del patrimonio edilizio esistente e delle cubature in essere ancora invendute.

5) Il Civeta, il consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti nel Vastese, è indebitato. I cittadini di Vasto e degli altri comuni hanno subito un aumento della Ta.r.s.u., la tassa sui rifiuti solidi urbani. Per migliorare la situazione finanziaria, il Civeta deve rimanere interamente pubblico o bisogna favorire l’ ingresso dei privati nella gestione?

La prospettiva di una gestione privata  dei rifiuti non ci trova in disaccordo, tuttavia crediamo non si tratti di una questione di gestione pubblica o privata. Vogliamo la politica fuori dal Civeta. Per noi il Civeta è una risorsa, come insegna l’ esperienza di Vedelago, un comune in cui si è arrivati al riciclaggio totale dei rifiuti, che dimostra come la raccolta differenziata possa tramutarsi da un costo iniziale ad una risorsa. Questo esempio è stato inoltre premiato dall’ Unione Europea per cui siamo sicuramente favorevoli ad impianti di quel tipo, di non grandi dimensioni e a ciclo completo.

a cura di Michele D’Annunzio e Giuseppe Ritucci

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