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Gli scout del Vasto 1 a Scampia/Foto

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VASTO – Per un attimo chiudete gli occhi e immaginate un prato verde, dove corrono bambini, ragazzi pieni di speranze e di aspettative per il loro futuro. Ora riapriteli e guardate il mondo, un mondo diverso da quello che abbiamo appena immaginato, pieno di persone che non si accorgono neanche del signore anziano che sta per terra caduto per qualche strattone.

Aggiungetevi la parola Scampia. A tutti fa paura solo il pronunciare questa parola, Scampia, quartiere della città di Napoli, quartiere neanche tanto, poiché conta circa 100mila abitanti (per capirci, due volte Vasto), città nella città.

Il Clan del Gruppo Scout Vasto1 è stato lì, dal 22 al 24 aprile, a conclusione del capitolo che stanno affrontando sulla cittadinanza attiva, che li ha portati a Potenza, nella giornata, organizzata da Libera, della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, poi al Comune di Vasto, per capire come funziona e anche per proporre qualche progetto all’assessore Marco Marra e conclusasi con tre giorni intesi proprio in questo quartiere.

Ogni volta che qualcuno di noi diceva: “Vado a Scampia”, un’altra persona rispondeva “Condoglianze”. Qualcuno ci ha proposto addirittura un bel viaggetto a Posillipo o a Capri, ma convinti e anche un po’ impauriti siamo andati.

Scampia, nata negli anni ottanta, dopo il terremoto dell’Irpinia, doveva essere un quartiere come tanti, residenziale con la sua piazza, il suo parco, e invece è diventata famosa con il nome Supermarket della droga. “Vengono persone da tutt’Italia, consumano e se ne vanno”, così ci ha raccontato un capo scout del posto.

E’ terrificante vedere come la gente ti guarda mentre passi nel loro territorio, un estraneo, manco avessi un cartello con su scritto “Sono un deficiente con la presunzione di giudicarvi”, è brutto fare lo slalom tra le siringhe per terra, ma questa è cosa di tutti i giorni per chi ci abita. Uno di loro quando una sua vicina di casa urla ci dice:  “Non vi spaventate, non ce l’hanno con voi, urla così, qui tutti urlano oggi tocca a lei domani a un’altra dopodomani a mia mamma è normale”. Altri bambini ci corrono incontro con i loro visi vispi, ma timidi, alcuni genitori ci chiedono se ci portiamo i bambini.

Lo sapete quali sono i monumenti di Scampia? Il Mammut e le Vele, ormai conosciuti e riconosciuti da tutti. Ma perché infangare ancora di più questo quartiere. Posso garantire che ci sono un sacco di associazioni fatta di tanta gente di buona volontà che lavorano nel territorio per riportare Scampia alla sua normalità. I bimbi che giocano liberamente nel parco, che vanno liberamente a scuola senza che nessuno dall’altra parte della strada si buchi.

Adesso fate come avete fatto all’inizio chiudete gli occhi e immaginate i tanti volti dei bambini nati in situazioni come questa, le loro aspettative? Fare lo spacciatore, lavorare in un bar o in una macelleria, arruolarsi nell’esercito, andare all’ università, ritornare e lavorare lo stesso in un bar o in una macelleria. Non siamo impotenti, perchè nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa, il solo parlare di queste cose fa scattare nella mente, nel cuore di ognuno un pensiero speciale per tutti gli abitanti del mondo che vivono in situazioni come questa.

Facciamo qualcosa in modo che la frase !Welcome to Scampia, If you believe in Scampia, you will find a sea of love” (Benvenuti a Scampia, se credi in Scampia, troverai un mare d’amore), diventi realtà.
E noi che ci siamo stati vi possiamo assicurare che tutto ciò è possibile.

Costanza Rago per il Clan Shalom – Agesci Vasto 1

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