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Lapenna: "Possono convivere industrie e riserva naturale"

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VASTO – Luciano Lapenna, candidato sindaco di Vasto per il centrosinistra, risponde alle 5 domande di Vastoweb su ambiente e sviluppo.

Il Governo ha rilasciato a una compagnia irlandese la concessione a cercare petrolio nel mare abruzzese. Anche davanti alla costa di Vasto. E’ favorevole a nuove piattaforme petrolifere?
In questi anni da Sindaco mi sono battuto contro il saccheggio del mare. Ricordo la mobilitazione voluta dal Comune contro la Regione che voleva una cava di sabbia davanti la spiaggia di Punta Penna. Battaglia vinta con la revoca del provvedimento regionale. Credo di aver dimostrato, con i numerosi provvedimenti approvati dal Consiglio Comunale, la posizione di netta contrarietà e nuove trivellazioni nell’Adriatico. Strana la posizione del centrodestra, che a Vasto dichiara la contrarietà, mentre a Roma il Ministero rilascia le autorizzazioni.

Nei giorni scorsi, Confindustria ha chiesto ai candidati un impegno concreto: progetti di sviluppo credibili e confermare la vocazione industriale di Punta Penna. Gli ambientalisti si battono per la tutela della vicina riserva di Punta d’Erce. Possono ancora convivere due realtà così diverse, oppure bisogna compiere una scelta? E quale?
Diversamente da quanto sostenuto dal centrodestra e dal candidato Desiati, la convivenza tra la Riserva e la realtà industriale è possibile. Il mio impegno dimostra come con atti concreti ha dato il via al decollo della Riserva Naturale di Punta Aderci e, con l’approvazione del Piano Regolatore Portuale, ho dato risposta alle industrie di Punta Penna e delle zone industriali di San Salvo e del Sangro. Compito mio sarà quello di favorire un dialogo possibile tra il mondo ambientalista e il mondo imprenditoriale, e non ho mai parlato di delocalizzazione dell’area industriale, rimanendo sempre con i piedi per terra.

Parco della Costa teatina: una prima, provvisoria determinazione dei confini prevede che l’area protetta comprenda l’intero nucleo abitato di Vasto. E’ d’accordo, oppure ritiene che il perimetro debba essere diverso?
La perimetrazione del Parco della Costa Teatina dovrà essere fatta unitamente agli altri Comuni interessati. La proposta di perimetrazione presentata dalla Regione, che prevedeva l’intero nucleo abitato di Vasto è stata bocciata dal centrosinistra. Siamo d’accordo con una perimetrazione che dovrà tener conto ed inglobare le due Riserve, le aree SIC, le aree sottoposte a vincoli idrogeologici, il letto dei fiumi e dei torrenti, nonché un Parco Fluviale in grado di collegare le Riserve di Punta Aderci e di Don Venanzio. Comunque sarà il Consiglio Comunale, dopo ampia consultazione con la città, che adotterà un provvedimento di perimetrazione rispettoso delle zone più belle, senza creare lacci e lacciuoli ai cittadini.

Vasto ha fatto registrare per anni una forte espansione edilizia. Troppo, secondo l’arcivescovo Bruno Forte: circa 3mila 500 alloggi invenduti. Bisogna porre un freno o lo stop al cemento rischia di ingessare lo sviluppo della città?
Il saccheggio urbanistico di Vasto è stato bloccato dal sindaco Luciano Lapenna e dalla sua Amministrazione Comunale. Abbiamo posto il freno e lo stop ad una cementificazione selvaggia. Il prossimo governo comunale dovrà avviare una revisione nel Piano Regolatore Generale.

Il Civeta, il consorzio che gestisce lo smaltimento dei rifiuti nel Vastese, è indebitato. I cittadini di Vasto e degli altri comuni hanno subito un aumento della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani. Per migliorare la situazione finanziaria, il Civeta deve rimanere interamente pubblico o bisogna favorire l’ingresso dei privati nella gestione?
La mia Amministrazione Comunale ha portato la raccolta differenziata dall’8 al 35%, con l’obiettivo, in questo secondo quinquennio, di raggiungere il 70%. Non sono mai stato contrario all’ingresso di privati nella Spa Civeta, anche se è mia convinzione che, con la raccolta differenziata e quindi con la diminuzione del conferimento del prodotto tal quale in discarica, si avrà una riduzione automatica dei costi per lo smaltimento dei rifiuti. L’indebitamento del Civeta è anche conseguenza del rifiuto della Regione Abruzzo a voler autorizzare la discarica, così come invece ebbe a fare per Cerratina a Lanciano.

A cura di Michele D’Annunzio e Giuseppe Ritucci

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