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Senza ascensore,disabile deve uscire di casa in ambulanza

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VASTO – Qualche giorno fa siamo tornati a riaccendere i riflettori sull’incredibile, ma purtroppo “vera”, storia di Enza Armando, la signora di 45 anni con gravi problemi di mobilità, riconosciuta invalida al 100%, che da cinque anni è “prigioniera” in casa perché nel palazzo dove vive, in corso Europa, non c’è l’ascensore. Per meglio dire, l’ascensore, dopo una lunga battaglia portata avanti da Enza, è arrivato, ma continua a giacere da circa due mesi non installato sotto il palazzo. In questi ultimi giorni, purtroppo, le condizioni fisiche di Enza hanno reso necessario un suo ricovero in ospedale per eseguire accertamenti urgenti e, inutile dirlo, per fare uscire la signora di casa è dovuta intervenire un’ambulanza.

“A portarmi in ospedale – racconta la stessa Enza – è stata un’ambulanza del 118 e non ho dovuto pagare niente, ma per il ritorno a casa è stato necessario l’intervento di un’ambulanza a pagamento. Ho dolori continui e i medici mi hanno detto che devo sottopormi ad altri accertamenti, ma come faccio ad uscire di casa? Chiedo solo il diritto di curarmi”.

“Mi sento presa in giro, una che non serve a niente e a nessuno – grida ancora il suo dolore Enza, che ha anche trovato il coraggio di candidarsi a consigliere comunale proprio per essere la voce delle persone più deboli -. Pensavo che la mia discesa in campo, mettendoci la faccia e superando una vergogna iniziale, potesse servire a qualcosa. Non ce la faccio più, sono dilaniata dai dolori e non posso nemmeno andare in ospedale a farmi controllare. Più che i dolori fisici, però, è l’indifferenza della gente a distruggermi. Cosa devo fare per far capire che esisto? Credevo che qualcosa si fosse finalmente mosso, ricevo continue rassicurazioni, ma sta di fatto che l’ascensore giace non ancora installato sotto casa dove, paradossalmente, c’è pure lo scivolo per i disabili, di cui non posso fruire. L’altro giorno, mentre mi caricavano sull’ambulanza, ho finalmente risentito, dopo anni, il calore del sole sul mio viso. E’ stata un’emozione impagabile”.

Enza ha contratto una malattia nervosa rara 18 anni fa, in seguito ad una puntura spinale post parto. Come se la sorte non le avesse già riservato un brutto scherzo, dopo 9 anni da quell’episodio, due tumori benigni al cervelletto destro hanno portato la sua percentuale di invalidità dal 75 al 100%.

Paola Cerella

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