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Celenza: "Non è una manovra elettorale"

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VASTO – L’appoggio di Porta Nuova a Luciano Gentile (Pd) non è una manovra elettorale. Lo afferma Michele Celenza nella lettera aperta i cui replica ai quattro iscritti che hanno lasciato l’associazione ambientalista. Nel pubblichiamo alcuni stralci.

“La decisione di andarsene senza discuterne nemmeno è segno di una sfiducia così  radicale che, anche a voler prescindere da ogni considerazione personale, non mi pare l’associazione abbia mai meritato.

Prima di tutto vorrei rivelare un fatto che forse non conoscete. Luciano Gentile aveva proposto di pubblicare il comunicato del 9 maggio scorso dopo le elezioni. Sono stato io – peraltro sulla scorta di una decisione già presa in precedenza dall’associazione – a volere che invece fosse pubblicato prima. L’ho fatto semplicemente perché per me quel documento è cosa buona e giusta, e ci credo per davvero.

In quasi 10 anni di esistenza noi ci siamo alleati di volta in volta con tutti (o quasi), da An, a FI, a Rc, a tutte le principali associazioni regionali e cittadine. Chi oggi ci accusa di trasformismo non ha capito che la nostra azione politica, per come la intendiamo, non è riconducibile alla logica amico-nemico (che è una logica di guerra, ed è quella che guida tutti i partiti, nessuno escluso). Il principio di metodo che noi da sempre adottiamo è diverso. L’abbiamo chiamato conflittualità non antagonista, pseudonimo di una parola per me sacra come nonviolenza.

Razionalmente sostenibile, perché noi non abbiamo fatto altro che recepire pubblicamente gli impegni che un candidato ha autonomamente assunto nei confronti della nostra associazione. Ma se quello che è stato il mio avversario fino a ieri dice –oggi- delle cose condivisibili, io non trovo nessuna ragione per non cercare con lui, oggi, un accordo su queste cose. Perché non dovrei farlo? Se poi si dimostra incoerente, dirò pubblicamente che lo è stato… C’è qualcuno che sa fare di meglio? Mi pare che più di questo non si possa razionalmente pretendere.

Io credo che chi si strappa le vesti sia ottenebrato dal fantasma dell’antagonismo, un fantasma particolarmente attivo in campagna elettorale. Fosse accaduto in qualsiasi altro momento, la cosa non avrebbe sollevato tutto questo clamore. Ma noi, che ci muoviamo in una logica non elettoralista, non possiamo ridurci al silenzio solo perché oggi la nostra parola può essere equivocata.

Cari amici, ciò detto resta fermo che noi siamo un’associazione di servizio, e che continueremo ad agire di conseguenza. Consideriamo che, di fronte alle questioni che ci attendono, questa è appena una tempesta in un bicchier d’acqua. Il tempo e il lavoro che ci attende faranno giustizia delle incomprensioni e dei sospetti.
Sappiate che, per quanto mi riguarda, la mia stima verso di voi resta immutata, e la porta dell’associazione, a partire dalla riunione di domani sera, aperta”.

A cura di Michele D’Annunzio

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