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Processo autovelox, 80 richieste di risarcimento

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VASTO – Sono 80 gli automobilisti che si sono costituiti parte civile nel processo sul caso autovelox, in cui sono coinvolte 16 persone, tra amministratori locali, avvocati e vigili urbani. Persone multate per eccesso di velocità e pronte a chiedere il risarcimento dei danni, nel caso in cui la magistratura dovesse ravvisare responsabilità.

Udienza preliminare dinanzi al Gup del  Tribuinale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo. L’inchiesta, condotta dai carabinieri e dalla Procura della Repubblica, riguarda i presunti abusi sull’utilizzo delle apparecchiature per il controllo elettronico della velocità sulla Statale 650 Trignina. Associazione a delinquere, concorso in truffa aggravata, peculato e violazione dell’articolo 97 della Costituzione, che formula il principio di imparzialità quale fondamento dell’attività della pubblica amministrazione: queste le contestazioni mosse nei confronti degli indagati.

La pubblica accusa è sostenuta dal procuratore Francesco Prete. Il comitato Pro Trignina, che dal 2009 si batte contro gli autovelox “imboscati” lungo la Fondovalle Trigno, ha messo a disposizione degli 80 automobilisti che si sono costituiti in giudizio gli avvocati dell’associazione: Isabella Mugoni di Vasto, Adele Bonifacio, Michele Iadisernia  e Maria Antonietta Mariani di Isernia, Pasquale Lollino di Larino e Antonio Ferri di Campobasso. L’udienza è stata rinviata per consentire alle difese di esaminare la perizia di Monia Palmieri, la consulente nominata dal giudice per analizzare le intercettazioni telefoniche.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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