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Golden Lady, sit-in durante le feste patronali

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GISSI – Un sit-in durante le feste patronali di San Bernardino. Lo hanno organizzato ieri i sindacati confederali a Gissi, dove i lavoratori tornano a far sentire la loro voce. Cgil, Cisl, Uil ed rsu della Golden Lady chiedono un futuro per i 382 operai che rischiano di rimanere senza lavoro dopo l’annunciata chiusura dello stabilimento della Val Sinello. “Stiamo ancora aspettando che la Regione convochi il tavolo di confronto”, dice Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Filctem-Cgil.

Riconvertire la fabbrica che produce calze da donna. Questa l’unica soluzione per evitare un’emorragia occupazionale che, unita ad altre situazioni di crisi nel settore tessile che in quello metalmeccanico, può mettere in ginocchio il nucleo produttivo di Gissi, dove lavorano oltre 1500 addetti. L’ipotesi di trasformare l’azienda in una fabbrica di pannelli fotovoltaici “si è sciolta come neve al sole”, afferma Rucci.

Ieri sera i sindacati hanno sistemato il loro banchetto in piazza e distribuito un volantino in cui si chiede a tutti – lavoratori, organizzazioni sindacali, associazioni degli industriali e istituzioni – di impegnarsi per la salvaguardia dei livelli occupazionali. E di fare presto.

La proposta – Riconoscere la Val Sinello a Gissi area di crisi. E’ quanto chiede al Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, il capogruppo del Pd alla consiglio provinciale, Camillo D’Amico.

L’esponente democratico, che dice di aver atteso lo svolgimento delle elezioni per evitare possibili strumentalizzazioni, chiede inoltre al capo della giunta di intervenire presso la Regione Abruzzo: “La vertenza Golden Lady – dice – va esaminata a livello di gruppo, affinché, se ci saranno sacrifici in termini di perdita di posti di lavoro, questi siano equamente distribuiti e non calati su un singolo stabilimento”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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