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Un fine settimana "partenopeo" al Beat Cafe

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VASTO – Weekend  partenopeo al Beat Cafè di San Salvo Marina con il progetto acustico del cantante dei 24 Grana, Francesco Di Bella, e con la vitalità e la freschezza ritmica dei Gentlemen’s Agreement. I die concerti si terranno sabato 27 e domenica 28 maggio, con inizio alle ore 22. 

L’organizzazione è curata dalla associazione Sideshow e l’ingresso è gratuito per entrambe le serate.

Ballads -Francesco Di Bella (24 Grana)
27 maggio

Francesco Di Bella (24 Grana) alla voce e Alfonso Bruno (Nani Sordi,Songs For Ulan) alla chitarra in un percorso di ricerca culturale attraverso le tante sfaccettature del cantautorato rock. Lo stile acustico spoglia piccoli gioielli “minori” di grandi e piccoli songwriters in un minimalismo da intima seduta di scrittura e le canzoni vengono proposte nei loro elementi più semplici: accompagnamento/melodia/parole. Gli autori vanno da grandi firme come Elvis Costello e Paul Weller, a eroi ancora da scoprire come Elliot Smith e Jason Molina, a veri e propri “classici” underground come Born to loose (Heartbreakers) e Ever fallen in love (Buzzcocks).

La sensibilità di scrittura di Francesco Di Bella incontra così l’interpretazione, e ne nasce un confronto di stile e ispirazione con la riproposizione nella stessa chiave di brani dell’autore napoletano. Così la periferia di Napoli diventa quella di New York ,di Boston, di Chicago. Le voci e le melodie si fondono in un presente senza tempo dove trasversalmente si raccolgono echi di new wave inglese e alt- country americano, che come schegge lasciano aperte ferite e domande sul futuro della vera canzone pop perfetta.

Gentlemen’s Agreement
28 maggio

Sono una delle rivelazioni più interessanti dell’attuale panorama indipendente italiano. Con l’album d’esordio “Let Me Be A Child”, una raccolta di canzoni originali tra folk, swing, e country hanno dimostrato la vena circense che li contraddistingue, ma è con l’ultimo lavoro, o meglio, capolavoro, che hanno dimostrato tutta la loro “joie de vivre”.

Ispirati da Beck, Gomez, Calexico, Caetano Veloso e perché no, Ennio Morricone, hanno impugnato ukulele, tres cubano e una valanga di strumenti brasiliani come surdo, caixa, tambourim, pandeiro, agogo, chocalho e repinique, confezionando un disco memorabile, prodotto da Materia Principale Records, e intitolato “Carcarà”, un lavoro solare, di una freschezza e leggerezza quasi commovente, ibrido tra swing, musica partenopea, ritmi tipici del Sudamerica (dai Caraibi al Brasile), diverse suggestioni caposseliane e le orchestrine mariachi.

Qualità sonora fenomenale, strumenti speziati, odorosi, caldi, percussioni spazzolate e splendidi arrangiamenti di fiati, arricchiscono una produzione validissima con un bel lavoro grafico di Alessandro Rak a sostenere l’aspetto “visivo” dell’album.

 

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