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Morte del piccolo Paolo, in aula la perizia degli esperti

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VASTO – “Alla luce di questo dibattimento, è emersa una non responsabilità dei neonatologi, un intervento chirurgico fatto usando una giusta tecnica, ma un preoperatorio e un post-operatorio assolutamente inesistenti”. Al termine dell’udienza davanti al Gup di Pescara, Luca De Ninis, lo afferma Mario Alinovi, padre del piccolo Paolo, il bimbo di Vasto morto a meno di tre mesi di vita il 29 luglio 2009 all’ospedale Santo Spirito di Pescara a seguito di un’operazione che i medici avevano definito di routine. Papà Mario e mamma Barbara Maragna chiedono giustizia.

Lo hanno fatto anche attraverso gli schermi televisivi, raccontando due volte la triste storia a Pomeriggio Cinque, la trasmissione condotta da Barbara D’Urdo sull’ammiraglia delle reti Mediaset. Undici, tra primari, medici di turno e anestesisti, le persone finite nell’inchiesta condotta dalla Procura di Pescara. Nell’udienza del 26 maggio si è svolto l’incidente probatorio. Nel dibattimento sono emersi i risultati della relazione redatta da Fabrizio Demaria e Giuseppe Fortuni, i due periti nominati dal giudice per ricostruire i fatti accaduti nelle ore fatali per i bimbo.

“Il dato relativo ad una scarsa diuresi durante il periodo di assistenza anestesiologica all’intervento chirurgico – si legge nella perizia – avrebbe dovuto aumentare l’attenzione dei medici presenti in sala operatoria in relazione alla possibilità di una incipiente insufficienza renale o di una iniziale bassa portata cardiaca. E’ possibile affermare che i medici avrebbero dovuto mettere in opera accertamenti, monitoraggi e terapie immediate. Provvedimenti che non ci sono stati nel caso in esame. Il monitoraggio e la sorveglianza clinica non appaiono essere stati eseguiti in maniera adeguata alle esigenze del caso. Appare, peraltro, carente e tardiva anche la individuazione dei primi segni di choc presentati dal bambino”.

Mario e Barbara non hanno mai smesso di chiedere giustizia, organizzando sit-in di protesta davanti alla struttura ospedaliera di Pescara. Hanno anche fondato un’associazione che porta il nome di Paolo e raggruppa le famiglie delle vittime dei casi di malasanità. Ora la palla passa al Pm, Gianpiero Di Florio, che dovrà formulare le richieste di rinvio a giudizio.

micheledannunzio@vastoweb.com

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