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Desiati: "Sono autonomo dal Pdl. Non baratto candidature"

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VASTO – Massimo Desiati rimane autonomo dal Pdl. “Non ci sono pelosi patti che hanno condotto a un appoggio esterno. Non ho barattato poltrone, perché non ho bisogno di un pennacchio”, dice il leader di Progetto per Vasto nella conferenza stampa tenuta nel suo ufficio di via San Michele, insieme a Valerio Ruggieri, coordinatore della formazione civica che fa capo all’ex assessore regionale, a Michele Cappa (Unione italiana), Michele Fizzano (Movimento per le autonomie) e Andrea Bischia (Progetto per Vasto).

A domanda precisa, risponde: “No”. Non rientra nel Pdl. L’accordo con Della Porta non serviva a creare le condizione per prendere in mano il partito. E’ quanto dichiara l’ex assessore regionale, che però ammette: “La scelta del commissario” del Popolo della libertà, Dario Ciancaglini, “è stata condivisa. Condivisa. Non aggiungo altro. Bischia come assessore in caso di vittoria di Della Porta non lo abbiamo scelto noi. Non ho barattato candidature alla Camera o al Senato”. 

Le elezioni – Desiati prende la palla al balzo per commentare le dichiarazioni del suo rivale Giuseppe Tagliente. Il consigliere regionale del Pdl ha definito la sconfitta di Vasto figlia di un trend nazionale favorevole al centrosinistra e dell’astensionismo. “Non è vero che a Vasto si èperso perché le forze alternative al centrosinistra hanno perso in tutta Italia. Questa occasione storica l’ha persa il Pdl che, se avesse agito con senso di responsabilità, avrebbe potuto esultare. Se in quel partito c’è un sistema medievale, il cilicio o la gogna se lo può togliere solo il Pdl”, che alle urne ha ottenuto un risultato analogo a quello delle due liste di Desiati, che “hanno conquistato il 12%, sono appaiate al Pdl, mi verrebbe da dire. Progetto per Vasto, col suo 8%, è la terza forza politica di Vasto. Abbiamo ricevuto l’apprezzamento anche dal competitor del centrosinistra”, mentre “ci saremmo aspettati una telefonata da chi abbiamo appoggiato. Un grazie” da Mario Della Porta o dai berlusconiani, cui “abbiamo garantito un appoggio tecnico al candidato che ritenevamo a noi più vicino” perché “l’avversario da battere era il centrosinistra. Il collegamento delle liste non è avvenuto, perché in quel caso sarebbe venuta meno la ragione d’essere di Progetto per Vasto. Il nostro elettorato è composto per il 65% da persone di centrodestra e per il 35% da elettori del centrosinistra”.

“Nei giorni successivi al primo turno – racconta Ruggieri – il Pdl ha annunciato più volte un tavolo di confronto, mai convocato”. Desiati rincara la dose: “Nel Pdl c’è il meglio del meglio e il peggio del peggio”.

Il futuro – In Consiglio comunale, oltre a Desiati, entra anche Andrea Bischia. “In vista del ballottaggio – afferma il leader di PpV – i nostri candidati hanno retto alle sollecitazioni spurie di altri partiti”. Nel prossimo futuro “terremo periodici incontri con la città. Lanceremo inviti per incontri pubblici assembleari” con i cittadini. “Faremo una bella opposizione, rivolta alla città. Per Lapenna la vedo dura. Credo che cercherà vie di fuga”.

PpV vuole “parlare direttamente ai cittadini al di fuori degli angusti steccati di centrosinistra e centrodestra. Vogliamo allargare quest’area”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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