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Sigismondi: "Non facciamo finta di nulla, si faccia mea culpa"

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VASTO – “Evidentemente, il centrodestra non rappresenta un’alternativa al centrosinistra”. Etelwardo Sigismondi lo dice senza girarci attorno: “Non bisogna far finta che nulla sia accaduto”. Il consigliere comunale lancia l’ipotesi primarie del Pdl e annuncia: “Ho chiesto al coordinatore cittadino”, Dario Ciancaglini, “di convocare un primo incontro con gli iscritti. Bisogna resettare il partito e creare un nuovo entusiasmo, cercando di esprimere una classe dirigente rinnovata”.

Poi una frecciata che sembra diretta ai due leader locali del Pdl, Antonio Prospero e Giuseppe Tagliente: “Credo che nelle scelte di questa campagna elettorale sia prevalsa la paura di vincere, cioè la paura di far crescere qualcuno all’interno del partito”. Per mesi si era parlato proprio di Sigismondi (oltre che di Prospero, Giacinto Mariotti e Manuele Marcovecchio) come leader “papabile”.

Nella coalizione che si appresta ad affrontare una nuova traversata nel deserto, arriva la resa dei conti: “Se prendiamo in considerazione i risultati del primo turno, che non sono drogati dall’astensionismo – afferma l’ex coordinatore cittadino dei berlusconiani – è facile notare che oltre il 60% dell’elettorato ha detto no a Lapenna. Se tanti vastesi erano delusi, allora vuol dire che il centrodestra non è un’alternativa valida. E’ il momento di compiere una seria riflessione sulla necessità di trovare un metodo di scelta che sia condiviso, anche attraverso le primarie”.

Pesante l’affondo di Marco di Michele Marisi, coordinatore di Giovani in movimento, l’associazione che raggruppa in città i movimenti giovanili di centrodestra: “Questa è la cronaca di una sconfitta largamente annunciata. Chi ha fatto la scelta di candidare una figura che non c’entra niente con la politica deve assumersi le sue responsabilità e andare via. Faremo opposizione al centrosinistra dentro e fuori dall’aula del Consiglio comunale, ma prima la faremo al nostro interno per disegnare finalmente una nuova classe politica che gli elettori per primi hanno individuato”, dando fiducia a “parecchi giovani sotto i 45 anni”, che per numero di voti si sono piazzati “ai primi posti. Fa sempre male perdere, ma – afferma – perdere con la vittoria in tasca due mesi prima delle elezioni non è ammissibile”.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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