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D'Adamo (ApV): "Ecco perché voterò sì al referendum"

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VASTO – Da Francescopaolo D’Adamo, di Alleanza per Vasto, riceviamo e pubblichiamo:

La prossima settimana si chiuderà con il ritorno alle urne per i Referendum. Ma i cittadini chiamati a dare il loro giudizio sui quattro quesiti richiesti, sono informati? Parliamo del quesito più importante: Il nucleare. Cosa ne sa realmente la gente di questo problema? Vuoi vedere che voterà con la mente rivolta al disastro di Fukushima  e, senza assolutamente approfondire le proprie conoscenze sul problema, voterà si?

Il 4 ottobre 1839, partiva dalla nuova stazione di Napoli a Porta Nolana, il primo viaggio della neonata ferrovia Napoli – Portici. All’epoca ci fu chi sosteneva che il fumo della locomotiva facesse ammalare le piante, chi diceva che le vibrazioni prodotte dal transito dei treni potessero danneggiare le costruzioni vicine ai binari. Qualcuno metteva in guardia i viaggiatori sul fatto che il vapore facesse ammalare i polmoni. Addirittura si parlava di rischio per gli occhi. Secondo costoro infatti, la retina poteva essere danneggiata guardando il passaggio dei convogli ben più veloci delle diligenze.

Immaginiamo la gente dell’epoca, già chiamata a votare sulla “Unità nazionale” (nelle modalità che pochi conoscono), cosa avrebbe votato in un eventuale referendum sulla realizzazione di ferrovie. Ora io stesso, che sono un convinto antinuclearista dai tempi del precedente referendum, mi pongo delle domande. Possibile che l’Italia si debba pregiudicare l’utilizzo di una fonte energetica a priori e senza valutare eventuali aspetti positivi? Mi spiego: I disastri di Cernobyl e Fukushima dovrebbero essere uno stimolo a migliorare la sicurezza delle centrali. Le leggi dovrebbero essere impostate a partire dalle regole certe inerenti la sicurezza. Gli incidenti come quelli che accadono nelle gare di formula uno, per esempio, servono a migliorare la sicurezza e lo sviluppo della tecnologia. Non si è eliminato lo sport dell’automobilismo perché ci sono spesso incidenti. Molti hanno perso la vita praticando questo sport ma a nessuno è passato per la mente di sopprimerlo, al contrario si è migliorata la sicurezza e la tecnologia. Questo è un bene per tutti, non solo per chi pratica quello sport.

Ribadisco che allo stato delle cose sono contrario al nucleare, tuttavia nel residuo tempo che rimane mi piacerebbe invitare la gente a riflettere sul problema, fuori dal sentimento generato dai catastrofici eventi che il nucleare ha provocato e provoca.
Sia chiaro, io voterò “si” al prossimo referendum sul nucleare, così come feci nel precedente. Tuttavia le motivazioni saranno diverse. La scorsa volta non credevo nel nucleare, ora invece non credo nella politica. Quella politica che non mi garantisce la sicurezza necessaria per l’utilizzo di questa immensa risorsa energetica.

 

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