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Pietrocola: "Via quelli che hanno fatto il loro tempo"

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VASTO – Cinque anni dopo. Filippo Pietrocola torna a parlare in un appuntamento politico. L’ex sindaco interviene alla riunione pubblica convocata da Guido Giangiacomo, consigliere comunale rieletto, per analizzare i dati delle elezioni che, a distanza di un lustro, vedono sconfitto per la seconda volta di fila il centrodestra, mentre Lapenna viene confermato sindaco e il centrosinistra continuerà ad amministrare Vasto.

L’assemblea di iscritti e simpatizzanti non si può chiamare tale, perché non è stata ufficialmente convocata dal commissario cittadino del Pdl, Dario Ciancaglini, che però è presente.

L’introduzione di Giangiacomo lascia capire che, sul banco degli imputati, ci sono i leader locali del partito di Berlusconi: Giuseppe Tagliente e Antonio Prospero. Entrambi non partecipano. C’è, invece, Mario Della Porta, il candidato sindaco che si è fermato al 42% nel ballottaggio con Lapenna.

“Quella che doveva essere una vittoria è stata una sconfitta”, dice senza mezzi termini Giangiacomo, che poi rincara la dose: “Abbiamo fallito”.

Pietrocola chiede la parola subito dopo. Poi attende l’accorato intervento di Giovanni Uselli, secondo cui “i responsabili di questo disastro devono fare un passo indietro”.

Quindi prende la parola l’ex sindaco. In platea, tutti sapevano che l’avrebbe fatto. Si presenta come “un elettore. Un elettore di Vasto”. Poi chiede: “Quanti dei presenti hanno votato, al primo o al secondo turno, il candidato sindaco del Pdl? Se facessimo un test con la macchina della verità, scopriremmo che pochi lo hanno fatto”.

Quindi il primo affondo contro Tagliente: “Il candidato sindaco, stavolta, era un po’ più forte dell’altra volta”, quando era stato proprio il consigliere regionale a presentarsi contro Lapenna. E qui i dati: “Nel 2006 è finita 60% contro 40%, questa volta 58-42. Tutti sapevano per il centrodestra il candidato migliore a Vasto era Desiati”, afferma Pietrocola, che poi pone un problema di democrazia interna al partito, cui in apertura di discorso aveva precisato di non essere iscritto. Sul nome di Della Porta, “quanti giorni hanno avuto tutti i componenti il direttivo per ponderare?”.

E ora, dopo la batosta, “la colpa si palleggia, più del delitto di Avetrana. Largo ai giovani vuol dire: mandiamo a casa quelli che hanno fatto il loro tempo. Colui che ha fatto l’eletto per 5 volte ora può fare l’iscritto. O il pensionato”.

L’ultimo passaggio è rivolto a Della Porta, che siede in platea: “Quando dico pensionato, non parlo di lui, che è un neofita della politica, una brava persona. Ma è stato turlupinato in questa candidatura. E’ caduto nelle lusinghe di chi ha imposto di individuare un candidato sindaco, purché lo avesse detto lui”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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