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Celenza (Porta Nuova): "Servizi pubblici, dov'è il controllo?"

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VASTO – Applicare l’articolo 40 dello Statuto comunale di Vasto, che prevede conferenze annuali per esaminare “l’andamento della qualità, quantità, efficienza ed efficacia dei servizi, formulando idonee soluzioni per il miglioramento”. Lo chiede l’associazione civica Porta Nuova, ricordando la norma statutaria che fissa il termine per la convocazione dell’organismo partecipativo “entro il mese di settembre di ogni anno”.

“Attuarlo – scrive Michele Celenza, presidente del sodalizio – non costerebbe niente, e sarebbe un primo passo verso un controllo pubblico effettivo. Ma sin’ora a nessuno se ne è curato. Attendiamo fiduciosi…”.           

Referendum – Porta Nuova si schiera per il sì al referendum sull’acqua pubblica e ricorda i disservizi del servizio idrico nella zona di Lanciano-Vasto.

“Secondo gli ultimi –e unici- dati ufficiali esistenti (risalenti al 1999), nell’Ato di Lanciano-Vasto:
– circa il 51% delle tubazioni avevano, allora, un’età maggiore ai 40 anni;
– le perdite ammontavano al 59,1% sull’immesso in rete, e quindi al 144% dell’erogato effettivo, uno dato tra i peggiori in Italia;
– nonostante la presenza di sorgenti copiose ed abbondanti, le interruzioni nell’erogazione interessavano in maniera sistematica (e senza preavviso) il 78% della popolazione.

Di fronte a un servizio di qualità così bassa – si legge nella nota dell’associazione –  la gestione publica è rimasta, per un decennio, pressoché inerte, disattendendo tutte le previsioni di piano (il cosiddetto Piano d’Ambito) che essa stessa si era data. Così la situazione è peggiorata ulteriormente.

Sempre secondo dati ufficiali, nell’Ato di Lanciano-Vasto, a tutto il 2007:
– gli investimenti realizzati sono stati lo 0,76% di quelli previsti –ultimo posto in Italia;
– le spese per il funzionamento degli organi istituzionali (CdA e presidenti) hanno raggiunto il 54,7% delle spese correnti totali, contro una media nazionale del 16,5%: è un primato nazionale;
– la tariffa è salita da 0,698 a 1,07 euro il m3: + 53,3%.

Di tutto questo – sottolinea Celenza – i cittadini non solo non sono stati minimamente informati, ma sono stati anche sistematicamente presi in giro dagli amministratori locali, di entrambi gli schieramenti, che periodicamente hanno avanzato promesse rimaste tutte sulla carta. Insomma, la gestione pubblica del servizio idrico, pubblica di nome, è stata di fatto appaltata ai partiti: spesso quegli stessi che, dopo aver lungamente occupato i consigli d’amministrazione, si dimostrano oggi, a chiacchiere, così zelanti sostenitori del servizio pubblico”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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