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Wwf scrive al sindaco: "Sì al Parco, no al petrolio"

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CASALBORDINO – Il Parco della Costa teatina come mezzo per stoppare le trivellazioni petrolifere al largo del litorale. E’ un invito alla valorizzazione di alcune zone di pregio, che potrebbero costituire attrattive importanti nella futura riserva naturale, quello rivolto dal Wwf in una lettera aperta al sindaco di Casalbordino, Remo Bello.

“Dalla proposta del sen. Staniscia nel 2001 sono passati dieci anni, in larga parte senza che si facessero passi avanti nell’istituzione. Il recente emendamento al decreto Milleproroghe del Sen. Legnini ha finalmente fissato una data certa (30 settembre 2011) entro la quale i Comuni dovranno elaborare le proposte di perimetrazione del Parco da presentare al Ministero dell’Ambiente. Negli ultimi mesi, e anche nelle settimane di campagna elettorale (anche a Casalbordino), tantissime imprecisioni e cose non vere sono state dette sul Parco.

Il Parco, al contrario di quanto viene strumentalmente paventato, non rappresenterà minimamente la morte dell’agricoltura e delle attività produttive del nostro territorio (ricordiamo che tutti gli indicatori economici evidenziano quanto le attività economiche nei Parchi siano tra le più redditizie e stabili). 

Il Parco rappresenterà quindi ,al contrario, un’occasione irripetibile, ancor di più nell’attuale gravissima situazione di crisi economica, per il rilancio del settore agricolo (ricordiamo che in Abruzzo la maggior parte dei prodotti tipici viene prodotta in parchi e riserve e che la politica agricola Comune dell’Unione europea stabilisce, dal 2014, un canale privilegiato per i territori dei Parchi nell’erogazione dei fondi comunitari) e di vetrina per il turismo.

Ricordiamo, se ce ne fosse bisogno, che nelle zone D, fortemente urbanizzate, non verranno sostanzialmente modificati leggi e regolamenti già vigenti. In queste zone, nei centri abitati e nelle zone artigianali, saranno possibili tutti gli interventi e le attività coerenti con le previsioni del Piano Regolatore Generale e degli altri Piani sovracomunali non in contrasto con le finalità del Parco.

Casalbordino ha un suggestivo centro storico e aree di fortissimo pregio come i resti della Basilica di Santo Stefano in Rivo Maris. Essi rappresentano la cultura e la storia di Casalbordino ma, purtroppo, soffrono il degrado e la mancata cura. Il Parco Nazionale della Costa Teatina può rappresentare occasione di valorizzazione e rinascita di queste aree, e finalmente potrebbe vedere la luce il “Parco Archeologico-Ambientale di Santo Stefano in Rivo Maris” di cui da tanti, troppi, anni lo studio di fattibilità e la progettazione sono stati abbandonati. Infine il Parco sarà la migliore, e forse l’unica, modalità per difendere il nostro territorio dalla perforazione, da parte delle compagnie petrolifere, di ampi tasselli (a terra e a mare) della nostra Regione. L’istituzione del Parco permetterebbe di frenare l’avanzata delle trivelle, sia all’interno del territorio tutelato che, in mare, per un raggio di 12 miglia dalla costa (grazie ad una legge introdotta nel 2010 dal Ministro Prestigiacomo). Un No alle trivellazioni che sappiamo essere condiviso dall’amministrazione comunale di Casalbordino che, già in passato, si è espressa firmando osservazioni ad alcune istanze e partecipando alle due manifestazioni del 16 aprile 2010 a San Vito e del 30 maggio 2010 a Lanciano, raccogliendo l’invito delle associazioni ambientaliste e di un amplissimo fronte della società civile abruzzese.

Ines Palena  – Presidente Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina

Alessio Di Florio – Referente Area Vastese Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina 

 

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