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Risolto il "giallo della statua", ritrovato il Sant'Eustachio

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VASTO – Carabinieri e addetti del Comune l’hanno ritrovata in una cassa depositata nei magazzini di Palazzo D’Avalos. Risolto a Vasto il giallo della statua. L’immagine sacra di Sant’Eustachio Martire è salva. Se ne erano perse le tracce.

E’ un simulacro antichissimo: da un atto notarile risalente all’anno 1006, si evince che l’Abbazia di San Giovanni in Venere di Fossacesia aveva, tra le sue proprietà, la chiesa di Sant’Eustachio, nella mitica città di Buca, che tradizione vuole essere sommersa in mare. Qualcuno dice davanti alla costa vastese, qualcun altro a quella di Petacciato. La storica statua era stata poi custodita nella suggestiva chiesetta della Madonna di Penna Luce, il tempio che si trova sul promontorio di Punta Penna ed è dedicato alla Vergine protettrice dei marinai.

Nella notte del 5 dicembre 1456, uno dei più terribili terremoti che la storia ricordi distrusse la zona. In epoca recente, il ritrovamento dell’area di Punta Penna lascia pensare che sia una delle poche cose salvatesi dal cataclisma. Nel 1995, fu esposta in una mostra d’arte sacra allestita a Palazzo D’Avalos. “Da quel momento, se ne erano perse le tracce”, racconta l’architetto Francescopaolo D’Adamo, che ha sollevato la questione, “anche se qualcuno afferma fosse stata inviata un paio d’anni fa al museo di arte sacra di Celano”.

Fatto sta, che nessuno ricordava dove si trovasse l’antica riproduzione delle sembianze di Sant’Eustachio Martire. “Ho chiesto e ottenuto – racconta D’Adamo – l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Vasto. I militari mi hanno dato una grossa mano a ritrovare la statua, che si celava, incartata, all’interno di una cassa custodita nei magazzini della storica residenza dei marchesi”. 

micheledannunzio@vastoweb.com

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