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Dentro il faro di Punta Penna per coprire come funziona/Foto

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VASTO – L’associazione Amici di Punta Aderci ha promosso la visita al Faro di Punta Penna. Tante le persone che hanno partecipato a questa suggestivo evento. Ad accogliere i visitatori il reggente del Faro, Biagio Santoro, ed il suo collega Andrea Guida.

Il Faro è uno dei luoghi simbolo della nostra città, con la sua storia storia centenaria. Sicuramente è uno dei posti più magici che da qualche tempo si sta aprendo alle visite guidate.

Una bella opportunità, per conoscerne storia e funzionamento dalla parole di Biagio Santoro e Andrea Guida e, una volta saliti i 307 scalini della scala a chiocciola, per ammirare da vicino la lanterna e godere del panorama circostante dall’alto dei suoi 70 metri.

La storia – Il faro di Vasto nasce nel 1906. Viene scelta Punta Penna perché considerata una località strategica: in un litorale Adriatico caratterizzato dai fondali bassi e con poche insenature, il promontorio sembra un porto naturale, il più importante tra Ancona e Bari. Nel 1944, nella fase cruciale della Seconda Guerra Mondiale, l’esercito tedesco in ritirata lo distrugge parzialmente. La ricostruzione comincia nel 1946 per terminare due anni più tardi: il 2 maggio del ’48 torna come nuovo.

Olindo Tarcione: è il nome del progettista del faro di Punta Penna, che è fatto interamente in muratura. Alla base c’è una costruzione di due piani che ospita gli alloggi del personale di sorveglianza. Sono 307 i gradini che conducono al punto più alto, da cui si domina il Medio Adriatico.

giusepperitucci@yahoo.it

Foto di Federica Finizio

 

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