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Villa devastata, 7 arresti, carabinieri: questioni d'amore

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VASTO – Un amore tra due ragazzi, 24 anni lui, 22 lei. Un’amore contrastato dalle loro famiglie. Sono state questioni di cuore, secondo i carabinieri e la Procura di Vasto, a scatenare lo scorso 19 maggio il raid distruttivo in cui, in località Incoronata, sono stati devastati gli interni di una villetta, cui subito dopo è stato appiccato il fuoco. Sette persone in manette.

Il blitz dei carabinieri della locale Compagnia, dei loro colleghi di Termoli è stato eseguito alle prime luci dell’alba nella città molisana con l’ausilio delle unità cinofile del Comando Legione di Chieti.

In carcere sono finiti Gisidio Cerelli, 42 anni, Giovannina Casamonica, 45, Ferdinando Cerelli, 24, Domenico Cerelli, 44, Giuseppe De Rocco, 46, Carmine De Rocco, 39, e Domenico De Rocco 19. Nei confronti di tutti, l’accusa è di incendio doloso e concorso in minacce.

L’inchiesta è stata condotta dal Nucleo operativo della caserma di piazza Dalla Chiesa sotto la direzione del procuratore, Francesco Prete, e del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, che ha chiesto e ottenuto dal Gip, Caterina Salusti, le ordinanze di custodia cautelare.

Il 19 maggio “verso le 18.30 – racconta Loschiavo – alcuni individui, arrivati a bordo di due autovetture, dopo essere entrati in una villa in località Incoronata, di proprietà di B. F., 50enne, di etnia rom, essendo i proprietari assenti, con inaudita violenza, danneggiarono i mobili presenti all’interno e distrussero i vasi di terracotta e le statue in gesso esistenti all’esterno nel giardino, facendo uso di bastoni, mazze e quant’altro.
Quindi, prima di allontanarsi, spargendo del liquido infiammabile al pianterreno – afferma l’ufficiale – diedero fuoco al salotto e alla cucina. L’intenso fumo danneggiò gravemente le altre stanze, mentre il forte calore, sprigionato dalle fiamme, lesionò anche il solaio dell’abitazione”.

Le testimonianze raccolte sul posto hanno consentito agli investigatori di avviare l’inchiesta. “Importanti sono stati i tabulati telefonici”, sottolinea Loschiavo. “Siamo riusciti così a sapere quando si erano dati appuntamento davanti alla villetta di via Nicola Galante e a dimostrare al magistrato che gli indagati si trovavano in quel luogo al momento del raid”.

La donna è stata condotta nel carcere femminile di Chieti, gli uomini si trovano nel penitenziario di Larino.

“All’origine del grave fatto – spiega Loschiavo – ci sarebbe una relazione sentimentale tra due giovani che i parenti della ragazza non hanno mai approvato.
Quando i due giovani, non riuscendo a superare le resistenze dei parenti, hanno deciso si procedere per la loro strada, lasciando le loro rispettive case dove vivevano con i loro genitori, per iniziare a vivere da soli, i parenti della ragazza, interpretando tale decisione come una grave offesa, avrebbero deciso di vendicarsi e, pertanto, avrebbero organizzato una vera e propria spedizione punitiva, probabilmente pensando di trovare i due innamorati nell’abitazione dei genitori del ragazzo a Vasto”.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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