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Consiglio comunale, i volti nuovi e l'arringa di Masciulli/Foto

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VASTO – Nell’aula del Consiglio comunale trasformata in un’aula di Tribunale, al centrosinistra serve un’arriga. Luigi Masciulli, 45 anni, avvocato, è uno degli esordienti. A novembre, è balzato agli onori delle cronache perché è il legale di Marco Materazzi: il calciatore dell’Inter ha denunciato un vastese per diffamazione. 

Masciulli è terzo classificato per numero di voti in Giustizia sociale, la lista civica nata a Vasto ad aprile per sostenere Luciano Lapenna. Con un risultato positivo: 7%. E due consiglieri eletti: Luigi Marcello e Mario Olivieri. Quest’ultimo, dopo un lungo tira e molla sul riconteggio dei voti, annuncia che andrà avanti ugualmente col ricorso Tar per verificare il risultato elettorale, che attualmente lo vede secondo rispetto a Marcello. Ma, intanto, ottiene l’assessorato, lasciando a Masciulli il posto da consigliere. Il subentrante, insieme agli altri 6 “ripescati”, entra subito nel mirino dell’opposizione, che attacca la maggioranza su questioni procedurali in grado di bloccare la seduta e chiede di rinviare tutto al prossimo Consiglio. 

E così quando, nel tardo pomeriggio, l’estenuante discussione si sta per avviare alla conclusione, l’avvocato piazza la sua arringa per sostenere, regolamento alla mano, che la convalida degli eletti è immediatamente esecutiva, anche senza una seconda, specifica votazione.
Chiude dicendo: “Questa è la mia interpretazione”.

Altre polemiche, altre discussioni. Il centrodestra non ci sta. L’esordio in aula non è molto diverso da un’udienza in Tribunale. Le facce nuove sono 11 su 24 consiglieri complessivi: oltre a Masciulli, ci sono Antonio Spadaccini (Idv), che   sarà vice sindaco, Francesco Menna (Pd), Maria Amato (Pd), Antonio Del Casale (Pd), Gabriele Barisano (Psi), Davide D’Alessandro (ApV), Mauro Del Piano (Sel), Paola Cianci (Rifondazione comunista), Elio Baccalà (Idv) e Mario Della Porta, che già alla prima seduta si dimostra combattivo, smentendo chi, dopo la sconfitta al ballottaggio, pronosticava un suo ritiro dalla politica in cui è entrato solo a marzo.

La prima volta è un battesimo del fuoco per tutti. Menna rifiuta le lusinghe del Pdl: quando Sigismondi, per mettere in difficoltà la maggioranza, lo propone come presidente dell’assemblea, prende la parola: “Ringrazio il consigliere Sigismondi, ma rifiuto questa proposta”.
L’intesa raggiunta nella coalizione è sul nome di Peppino Forte.

La sua elezione viene messa, però, in dubbio dalle questioni procedurali sollevate dal centrodestra. Il Consiglio si infogna in uno stucchevole dibattito. Parte del pubblico lascia l’aula.
Gli esordienti, se si esclude l’arringa di Masciulli, si tengono alla larga da un botta e risposta che trascina il confronto per 6 ore e lo rende odioso. I sorrisi mattutini si trasformano in musi lunghi.
L’impatto con la corrida della politica non è certo dei più piacevoli.
Altro che giornata di festa.

“Sarà così tutte le volte”, pronostica Menna. La prima è andata. Per le prossime sedute, portarsi l’elmetto.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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