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Spiaggia, Medicina turistica a rischio: scoppia la protesta

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VASTO – Di questo passo, anche per farsi curare una puntura di medusa bisognerà andare dalla spiaggia di Vasto Marina al Pronto soccorso dell’ospedale di Vasto. E’ l’assurdo degli tagli orizzontali, quelli decisi senza valutare le cose utili e quelle inutili. Nella sanità abruzzese sommersa dai debiti, anche le guardie mediche sulle spiagge possono essere considerate superflue.

“Per comprimere i costi – tuona Paolo Palomba, consigliere regionale dell’Italia dei valori – si privano residenti e turisti dei servizi essenziali. Con conseguenze gravi: il Pronto soccorso del San Pio da Pietrelcina di Vasto sarà stracolmo e chi ha bisogno di cure non potrà ottenerle con la stessa velocità che solo i presidi medici in spiaggia possono garantire”, sottolinea il vice presidente della commissione regionale Sanità.

E’ il caso della Medicina turistica che si trova in lungomare Cordella, a Vasto Marina. Lo scorso anno, il numero degli interventi giornalieri ha superato quota 100 nel periodo clou della stagione balneare. Dati che non giustificano una decisione così drastica, determinata solo dall’esigenza di far quadrare i conti. A scapito dei cittadini di un territorio che ha già subito pesanti tagli nel settore sanitario.

L’ufficio stampa della Asl provinciale conferma che “il servizio sarà garantito solo nelle località in cui non esistono studi medici associati”, ossia associazioni di medici di base autorizzati a svolgere l’assistenza ai bagnanti, ma non obbligati a farlo in spiaggia. A quel punto, andare da loro o al Pronto soccorso non sarà molto diverso. “Domattina – annuncia Palomba – è prevista la riunione della commissione Sanità del Consiglio regionale. Farò inserire la questione tra i punti all’ordine del giorno. Il servizio va ripristinato, almeno nei mesi di luglio e agosto”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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