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Argirò: "L'Ater di Lanciano-Vasto non chiuderà"

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VASTO – “L’Ater di Lanciano-Vasto non chiuderà. C’è già un emendamento alla riforma, che verrà approvata a luglio”, mentre la soppressione dei consorzi industriali è certa, ma “ho proposto al governo regionale di stabilire a Vasto la sede del futuro ente di sviluppo regionale”. Lo afferma Nicola Argirò, presidente della commissione Attività produttive del Consiglio regionale, che getta acqua sul fuoco delle polemiche scatenate dall’annuncio di nuovi tagli ai danni del Vastese.

Lo fa in una conferenza stampa in cui, nell’ufficio dell’agenzia di comunicazione di Cristian Lalla, in piazzetta San Pietro, parla di quattro questioni: Ater, consorzio industriale, Golden Lady e situazione politica a Vasto e San Salvo.

Ater – L’azienda regionale che gestisce le case popolari non sparirà. “E’ già pronto – dice Argirò – un emendamento al progetto di riforma che prevedeva la riduzione degli Ater abruzzesi da 5 a 4. La sede di Lanciano-Vasto, che è la prima in Abruzzo e ha un bilancio in attivo, non verrà soppressa”.

Consorzio industriale – Diverso discorso per il Coasiv, il consorzio per l’area di sviluppo industriale del Vastese. Come tutti gli altri enti analoghi presenti sul territorio regionale, verrà eliminato per risparmiare (“Mai i dipendenti dee consorzi rimarranno tali”, chiarisce il consigliere), creando un’unica agenzia per lo sviluppo. “Ho proposto che Vasto ne divenga la sede. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e il vice presidente, Alfredo Castiglione, si sono detti d’accordo”.

Golden Lady – Argirò è favorevole al riconoscimento dello status di area di crisi alla Val Sinello e a “tutti gli ammortizzatori sociali necessari”. La Golden lady sta spostando le linee produttive in Serbia, dove il costo del lavoro è più basso. I sindacati attendono il tavolo nazionale di Roma, dove il Ministero del Lavoro dovrà affrontare un problema che riguarda non solo Gissi, ma anche altri siti produttivi del gruppo di Castiglione delle Stiviere.

Politica – A Vasto la sconfitta del centrodestra brucia. Per Argirò, “il problema è il metodo di individuazione del candidato sindaco, che è scaturito da una cena, senza la partecipazione del coordinatore del Pdl”. Sotto accusa Di Stefano e Febbo, cioè “la dirigenza regionale del partito, che ha grosse responsabilità sulla sconfitta”. Mentre a San Salvo, “il centrosinistra è in crisi, indipendentemente dal fatto che arrivi o no alla scadenza naturale del mandato. Il centrodestra si avvia a diventare classe di governo della città, ma deve essere aiutato dalla classe di governo regionale”.

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