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Uranio impoverito, un caso a Vasto

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VASTO – Il caso agghiacciante emerge dalle pagine di internet: c’è anche un vastese tra le morti sospette, forse dovute all’uranio impoverito. Una vita spezzata a 58 anni nell’aprile scorso. A distanza di una manciata di settimane, il figlio dell’uomo ha deciso di raccontare la triste storia che ha vissuto sulla sua pelle. Si è confidato a http://www.vittimeuranio.com/, un sito che ospita le testimonianze sulle morti sospette di militari italiani.

“Mio padre – racconta F.Z. – è stato in Bosnia nel 97 e si è ammalato nel gennaio 2010. Dopo un anno e mezzo di chemioterapia e vari ricoveri in ospedale per complicazioni, il tumore lo ha distrutto facendolo morire. Lui era un marconista e mi raccontava che il suo lavoro consisteva nel fare scorte radio e scorte armate nei giacimenti di munizioni. Precisamente non so cosa succedeva lì, e nemmeno i soldati erano al corrente del materiale che trovavano e poi facevano esplodere. So solo che mio padre a 58 anni è morto”.

Nello stesso giorno, il sito internet raccoglie testimonianze simili che provengono da Belluno, Gioia del Colle e Lecce. Del caso si sta occupando la Procura di Lanusei, in Sardegna. Tante famiglie chiedono sia fatta chiarezza sulla perdita dei loro cari che hanno partecipato alle missioni militari italiane. 

micheledannunzio@vastoweb.com

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