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Marchese si dimette: 20 giorni per rimettere insieme i cocci

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SAN SALVO – “Quando ho raccontato a mia figlia cosa era successo, lei ha esultato, perchè così riacquista un po’ di tempo con il papà”. E’ così che Gabriele Marchese cerca di stemperare il clima teso dopo la mancata approvazione del bilancio nel consiglio comunale di ieri.

“Oggi è un nuovo giorno – dice Marchese -, non tutto sarà più come prima”. Poi l’annuncio: “Questa mattina ho azzerato la Giunta e rassegnato le dimissioni dalla carica di Sindaco. Ora, presumibilmente, il Prefetto invierà una diffida ai consiglieri per adempiere all’approvazione entro 20 i giorni. Se nulla accadrà arriverà il Commissario”.

E’ amareggiato ma sereno Marchese. “Il mio slogan in questi nove anni e un mese da sindaco è sempre stato che avremmo fatto parlare i fatti. Così è stato e San Salvo è una città che oggi conta 19.488 residenti, più almeno 2000 altri abitanti, e si caratterizza per essere dinamica, accogliente e solidale.

Abbiamo saputo affrontare la crisi guardando al futuro, con tutta una serie di iniziative e di realizzazioni di infrastrutture. Non mi nascondo nell’affermare che il nostro è un Comune un passo avanti a molti altri”.

La crisi amministrativa a San Salvo ruota tutta attorno al numero 20. Venti giorni per riconvocare il Consiglio comunale e approvare il bilancio di previsione saranno probabilmente concessi al Comune dalla Prefettura di Chieti. Venti giorni avrà il sindaco per ritirare le dimissioni e tornare in sella.

“San Salvo non ha bisogno di un Commissario ma ha bisogno di un governo, di una squadra che raccolga le istanze dei cittadini e dia una risposta in termini di azione amministrativa. Siamo in una stagione delicata come l’estate, in cui le presenze in città aumentano notevolmente. Per questo ribadisco che continuerò a lavorare per il bene della città e dei miei concittadini. Se esistono le condizioni, mi batterò per scongiurare il commissario”.

Poi la stoccata nei confronti di “quelle persone che lavorano non per far andare avanti San Salvo, ma la vogliono far tornare indietro. Nella mia azione politica non ho mai accettato diktat, nè da parte degli assessori, nè da altri. Ho ricevuto una richiesta di azzeramento della Giunta, ma mi si voleva umiliare e imporre delle scelte. Io, per senso di responsabilità, ho dato la disponibilità a trovare una soluzione politica, con un rimpasto. Ma mi si voleva mettere sotto tutela, e questo non potevo accettarlo.

E’ chiaro, però, che chi ha tradito il patto con gli elettori se ne assume la responsabilità. Chi non è venuto in consiglio, si è astenuto o ha votato contro, lo spieghi alla città. (Il consigliere Cinalli ha illustrato ieri in consiglio la sua posizione, nda)”.

“La coerenza è un valore, ma in giro vi sono troppi trasformisti. Non vado a casa – conclude Marchese- ma continuerò a battermi per i valori che ho sin da ragazzo: pace, giustizia sociale, libertà e solidarietà. Ringrazio tutti i consiglieri, gli assessori, i dipendenti comunali e la stampa che in questi anni ha seguito le vicende di questa città. Lo ripeto, io mi auguro che si eviti l’arrivo del commissario”.

Ci sono 20 giorni di tempo per cercare una soluzione e trovare i voti per approvare il bilancio. In caso contrario, l’arrivo del commissario sarà inevitabile.

Giuseppe Ritucci

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