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Termovalorizzatore, Cupello ci riprova: "Si faccia qui"

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CUPELLO – Cupello si candida ad essere sede del termovalorizzatore che il governo regionale intende costruire in Abruzzo.

Lo annuncia il sindaco, Angelo Pollutri, “dopo aver appreso la volontà” espressa dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, “di dar mandato ad un istituto nazionale di ricerca che possa valutare la possibilità di realizzare” un inceneritore a recupero energetico sul territorio regionale.

Il Consiglio comunale ha già dato due volte il via libera. Le delibere numero 25 del 6 giugno 2008 e frl 7 giugno 2006 sono state già trasmesse al governatore, all’assessore regionale all’Ambiente, Mauro Di Dalmazio, e al presidente della commissione Industria, Nicola Argirò.

In quei documenti, “viene espressa – si legge in un comunicato del primo cittadino – la volontà di  candidare il Comune di Cupello e, precisamente, l’area adiacente l’impianto di compostaggio e riciclaggio rifiuti solidi urbani, alla realizzazione di un impianto di termovalorizzazione che possa concludere la gestione integrata dei rifiuti.

Secondo Pollutri, “è ovvio che questa intenzione ribadita da due maggioranze Consiliari diverse non esclude la raccolta differenziata nei comuni, ma essa va ad integrare un corretto utilizzo del territorio e a rendere definitiva la risoluzione dei problemi ambientali relativi alla cattiva pratica di sotterramento dei rifiuti.
L’individuazione di Valle Cena è la migliore in assoluto, in quanto l’area risulta già caratterizzata dalla presenza del Civeta”, il consorzio intercomunale di riciclaggio e smaltimento dell’immondizia, “e  la stessa è ottimamente collegata con diverse bretelle viarie strategiche.
Un intervento di questo tipo nell’unico Impianto Consortile a gestione pubblica in tutto Abruzzo darebbe una garanzia di controllo e trasparenza unico nel suo genere”, sostiene il sindaco.

Ma la questione, come già accaduto negli anni scorsi, è destinata a rinfocolare le polemiche degli anni scorsi e a provocare una nuova levata di scudi degli ambientalisti, che vedono come fumo negli occhi l’ipotesi di costruire un termovalorizzatore a pochi chilometri da un litorale che si candida a diventare il punto di riferimento del futuro Parco nazionale della Costa teatina.

Pollutri sostiene che “l’area in questione potrebbe essere trasformata in piattaforma sperimentale per la corretta gestione integrata del pattume e, quindi, un’area di eccellenza e di ricerca a disposizione dell’intera regione” in modo da “vivere la problematica dei rifiuti come risorsa strategica ed economica e non solo come dramma ambientale.
Il non è più in grado di attrarre flussi ed interessi economici. La questione rifiuti e la valorizzazione energetica di questa materia prima potrebbe essere un momento di rilancio e di prospettiva economica per questa area così compromessa dal punto di vista strategico ed occupazionale.”

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