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I manoscritti dei Rossetti in mostra

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VASTO – Il Centro Europeo di Studi Rossettiani accoglierà da domani, 8 luglio, al 1 settembre, presso Casa Rossetti, sulla Loggia Amblingh, una mostra documentaria di manoscritti, autografi e stampe che aiuteranno a ricostruire e delineare non solo la storia familiare dei Rossetti ma anche, e soprattutto, i percorsi artistici individuali del padre Gabriele, originario di Vasto, e dei quattro figli che, nati dopo il suo esilio londinese, continuarono, ognuno a suo modo, a relazionarsi realmente o idealmente con la patria d’origine.

È proprio a uno dei figli, del resto, che si deve il possesso di alcuni dei materiali esposti nella mostra: William Michael nel 1883 donò infatti alla Biblioteca civica vastese, intitolata proprio al padre Gabriele, il cosiddetto “Fondo Rossetti”, contenente opere, manoscritti e lettere.
Attraverso un percorso che si snoderà tra riproduzioni fotografiche e pannelli esplicativi, si metteranno a disposizione dei visitatori materiali di diverso genere e di gran valore artistico oltre che documentaristico.

Di Gabriele saranno esposti, tra le altre cose, il manoscritto del “Commento al Purgatorio”; l’edizione de “La Beatrice di Dante”, donata da William Michael, con correzioni autografe dell’autore; l’edizione originale de “La Vita mia”, a cura di Ciampoli, del 1910; e ancora una lettera autografa inviata da Londra al fratello Antonio. Tutti testi di pregio storico, in alcuni casi sopravvissuti in unica copia, e di peso culturale indubbio: “La Beatrice di Dante”, per esempio, scritta da Gabriele dopo l’esilio, godette di largo successo in Italia, e fu apprezzata dallo stesso Pascoli per la nuova lettura critica, con prospettiva esoterica, aperta sulla “Commedia” dantesca.

Anche Maria Francesca, altra figlia di Gabriele, si dedicò a studi danteschi, e il suo “A Shadow of Dante”, accolto da James Russel Lowell come “il commento migliore mai apparso in inglese”, sarà in esposizione nell’edizione originale, accompagnata dalla recente riedizione a cura di Paolo De Ventura. Di Christina Rossetti, sorella minore tra i quattro, si potrà apprezzare la raccolta di poesie “Goblin Market” nelle due edizioni italiane, la prima del 1867 e l’altra, tradotta da Gemma Mattarelli Alliaud, del 1934, e l’edizione originale della raccolta “New Poems”.

Tra i quattro fratelli, di certo, a godere di maggior successo fu e continua a essere Dante Gabriel, pittore e poeta, tra i fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti, la cui opera è largamente rappresentata nella mostra artistico-familiare: oltre alla raccolta originale dei suoi versi, “Poetical Works”, e a diverse monografie sul suo conto, è presente una lettera, scritta da lui a Teodorico Pietrocola Rossetti, figlio del cugino di Gabriele, di decisiva importanza perché scritta in italiano, e perciò rilevante ai fini dell’individuazione e dello studio del rapporto che lega Dante Gabriel alla lingua e alla cultura italiana. Della biografia di Dante Gabriel si ricorda soprattutto il rapporto d’amore quasi morboso che egli ebbe con Lizzie Siddal, a lungo modella prediletta dei suoi quadri, poi divenuta sua moglie, insieme alla quale, morta probabilmente per suicidio, egli volle far seppellire l’unica copia dei suoi versi, mischiati a quelli di lei. Dante!
Gabriel fece poi riesumare dalla tomba il plico con le sue poesie e le pubblicò nel 1871.
Tra il materiale fotografico esposto nella mostra sono presenti anche, in riproduzione, ritratti di Lizzie Siddal ad opera di Dante Gabriel, oltre a quelli con i Rossetti come soggetto, a quelli di Mrs. Morris, a riproduzioni di disegni con soggetti mitologici, letterari e storici, o ancora religiosi, a illustrazioni per poesie, a studi preparatori per quadri e a stampe per la madre.
Una vera rarità è la lettera di data incerta in italiano indirizzata a Teodorico Pietrocola Rossetti da Dante Gabriel Rossetti.
Molti di questi materiali, riprodotti per l’esposizione, sono accompagnati, sul retro, da didascalie di William Michael che spesso aiutano a decifrarne i soggetti o gli scopi. Di William Michael sarà presente anche l’edizione originale di “Some reminiscences”, un’opera in due volumi che sembra raccogliere in sé il senso della stessa mostra: in essa l’autore, dopo essersi per lungo tempo dedicato ad assicurare la meritata memoria ai fratelli Dante Gabriel e Christina, tenta di fornire una ricognizione sulla propria esperienza biografica e artistica, e lo fa anche per mezzo di una perlustrazione delle vicende familiari, oltre che dei suoi numerosi viaggi e incontri, interessi e passioni. Allo stesso modo, si spera che la mostra faccia sì che i percorsi delle singole personalità aiutino a ricostruire la storia familiare, e che le vicissitudini della famiglia, a loro volta, soccorrano nell’identificazione delle peculiarità individuali.

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