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No del comitato "A'Vast" ad un impianto nel Vastese

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VASTO – Il Comitato A’Vast esprime la sua contrarietà all’ipotesi di un termovalorizzatore nel territorio del Comune di Cupello.

Il Comitato A’Vast! dopo le lotte di Termoli contro il nucleare e la petrolizzazione dell’Adriatico, l’impresa NoTav in Val di Susa degli scorsi giorni, non può non protestare davanti ad una posizione politica talmente scellerata.

Se il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, non dovesse indire almeno un’assemblea pubblica per confrontarsi su questo tema con i cittadini, partirà una mobilitazione nazionale.

Diciamo alla classe politica locale che il popolo che ama la terra dove vive  (e non la baratta con gli affari )non ha confini e che se ci ammazzate il territorio mobiliteremo l’Italia intera. Arriveranno i molisani con cui abbiamo lottato contro nucleare e petrolio, arriveranno i piemontesi  con cui abbiamo lottato nei giorni scorsi contro la Tav, la gente del quartiere San paolo di Vasto con cui abbiamo lottato contro le antenne, gli amici di San Salvo, di Bologna, di Roma, di Genova, i Cobas e tutte quelle associazioni, movimenti e comitati con cui abbiamo collaborato per promuovere i referendum e a cui chiediamo di prendere una chiara posizione di contrarietà pubblicamente alla candidatura del Comune di Cupello come sito di incenerimento

Ci sono almeno 9 motivi per dire no alla candidatura di Cupello come sito di incenerimento dei rifiuti:

1)L’impianto produce diossina ed emette le pericolose e famigerate nanoparticelle che hanno effetti altamente cancerogeni e che non vengono bloccate nemmeno dai filtri predisposti. Per cui il primo e più importante motivo è legato alla tutela della salute pubblica, quindi dell’agricoltura e dell’atmosfera;

2)E’ antieconomico: i costi di installazione, impiego energetico e soprattutto manutenzione sono ingenti;

3)Tale impianto collide con la vocazione di Cupello, da sempre tesa a promuovere  i prodotti biologici (come il carciofo di Cupello) e le energie pulite (pannelli fotovoltaici della struttura Elio1) la cui promozione viene svolta anche tramite il previsto finanziamento dalla Comunità Europea di un progetto sul Centro di Documentazione sulle energie rinnovabili;

4)Non produce livelli occupazionali se non in maniera esigua. Per un impianto (come quello immaginato per Cupello) di circa 300 GWT di potenza non servono più di una dozzina di uomini;

5)Per produrre energia ed essere funzionante non deve mai essere inattivo e per non essere mai inattivo deve continuamente carburare  immondizia. Ciò che è previsto, infatti, è un sito regionale  di incenerimento (uno dei nuovi 3 in previsione sul territorio abruzzese) che raccoglierà immondizia dalle Regioni confinanti. Questa intenzione si deduce anche dalla mappatura  degli inceneritori in Italia;

6)Sfavorisce lo sviluppo turistico. Un Paese e un comprensorio deve fare una scelta di qualità. Nell’ambito del progetto sul Parco della Costa Teatina appare impensabile una siffatta scelta;
7)Il problema è comprensionale e non comunale, per cui va affrontato di concerto con i Comuni limitrofi e con il Consorzio Civeta;

8)Disincentiva la raccolta differenziata e il compostaggio;

9) Non è stata una decisione condivisa e consapevole  da parte della cittadinanza , non c’è mai stata nemmeno informazione. Moltissimi cittadini di Cupello, e non solo, non sanno nemmeno di questa candidatura del Comune.

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