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Edmondo Laudazi: "Chiusura del Coasiv, uno scippo"

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VASTO – Da Edmondo Laudazi, consulente industriale, riceviamo e pubblichiamo:

Notiamo con un certo disappunto che, tra l’indifferenza generale degli addetti ai lavori
– politici ed amministratori del vastese
– e degli stessi cittadini interessati , si sta procedendo ad una autentica operazione di “scippo” ai danni del nostro territorio .
Il Consiglio Regionale si sta infatti apprestando ad approvare un disegno di Legge che “ dovrebbe “ prevedere il riordino delle funzioni vigenti in materia di Aree produttive della intera Regione Abruzzo.
In verità il condizionale virgolettato “dovrebbe “, appare agli occhi di tutti quelli che hanno avuto la ventura di leggere il testo approvato in un maxiemendamento, partorito nella competente commissione consiliare , una semplice affermazione di principio , priva di qualsiasi oggettivo riscontro tecnico , amministrativo o politico che dir si voglia.
E’ stato predisposto un articolato normativo confuso, raffazzonato , manifestatamente incostituzionale in molti punti , ma soprattutto di impossibile applicazione e privo di qualsiasi copertura finanziaria che , come è noto, dovrebbe caratterizzare la start up di bilancio del futuribile individuato e cervellotico “ Ente Gestore Aree Produttive” , unico per la intera Regione.
E’ un disposto assolutamente incomprensibile.
Pure i bambini abruzzesi invece sanno che i Consorzi Industriali del Vastese e del Sangro sono Enti da preservare perchè efficienti, poco costosi e con i conti in ordine, in un territorio che deve essere ancora infrastrutturato in maniera efficace, e che – al contrario – ci sono altri Consorzi della Regione in situazione finanziariamente sbilanciata e/o prefallimentare, che occorre liquidare nei modi ( e con i soldi ) previsti dalla legge : fare di tutta l‘erba un fascio mortifica pesantemente i singoli territori a cui viene tolto uno strumento di programmazione e di gestione ed un patrimonio di esperienze consolidate .
Al contrario appare , a tutti i cittadini ,evidente che il lungo regime di “commissariamento” imposto dalla Regione negli ultimi anni, non solo non ha consentito di risolvere i problemi economici e di gestione esistenti nei vari bacini regionali , non solo ha ulteriormente allontanato i Consorzi dai Comuni che ne sono i soci fin dall’inizio e dagli operatori che ne vorrebbero fare parte , ma ha addirittura aperto la strada verso creazione di un ulteriore carrozzone “verticistico” e nella disponibilità esclusiva dell’Assessore Regionale delegato allo Sviluppo Economico che oltre che programmare il futuro industriale dell’Abruzzo – come dovrebbe – pretende di gestire anche l’esistente patrimonio pubblico delle infrastrutture ed il “condominio” insediato , addirittura arrivando a fissare le tariffe dei servizi da far pagare alle imprese .
Orbene, questa operazione , se consentita dalla legge , sembra molto discutibile e non appare conforme al buon senso , caratterizzandosi con una procedura nebulosa e dai tempi incerti che ha come unico sicuro risultato quello di mettere il comune il patrimonio di Enti ben gestiti (quale il nostro Coasiv) con quello di altri Enti meno oculati, distinti e distanti per tradizioni e prospettive.
La materia è sicuramente complessa e allo stato dell’arte meglio farebbe il Consiglio Regionale a restituire il ddl in Commissione affidando all’Ufficio Legislativo Regionale ed ai vari Consiglieri la stesura di un testo migliore, approfondito , frutto di confronto tra le parti politiche e sociali, e più adeguato a garantire il rilancio della intera economia abruzzese – se questo è lo scopo principale del promosso riordino – .
In caso sciaguratamente contrario , almeno i Consiglieri Regionali della Provincia di Chieti sappiano chiaramente che dovranno dare conto delle loro scelte a tutti i cittadini.

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