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Sigismondi (Pdl): "Eliana pensi al suo tracollo elettorale"

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VASTO – “Se fossi Eliana Menna, mi impegnerei a capire perché, alle elezioni comunali, il suo è stato un tracollo”. Etelwardo Sigismondi risponde con una polemica all’annuncio della dipietrista, che ha presentato ricorso al Tar per chiedere di essere ripescata in Consiglio comunale.

Se entrasse la Menna, a uscire sarebbe proprio Sigismondi, terzo e ultimo degli eletti nella lista del Pdl. “Prendo atto – dichiara l’ex coordinatore dei berlusconiani – dell’istanza legale. Mi costituirò per difendere le 312 persone che mi hanno votato. Se fossi Eliana Menna, impegnerei il mio tempo a pensare ai motivi del suo tracollo in termini di voti raccolti alle elezioni comunali. Un dato incontrotendenza rispetto agli altri consiglieri provinciali di Vasto, che nelle votazioni cittadine hanno accresciuto i propri consensi personali.

Non capisco perché in tutti i Comuni la proporzione tra maggioranza e opposizione è di 14 consiglieri a 10 e a Vasto debba essere diversa. Sono tranquillo. Una sentenza non sovvertirà la volontà degli elettori”.

Ieri – Eliana Menna (Idv) ha chiesto il ripescaggio. Ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale per entrare a far parte del Consiglio comunale di Vasto. Il caso verrà discusso il 22 settembre davanti ai giudici amministrativi di Pescara.

Alle elezioni di metà maggio, la Menna si è piazzata quarta per numero di voti nella lista dell’Italia dei valori. Più preferenze di lei hanno raccolto tra i dipietristi Antonio Spadaccini, Corrado Sabatini ed Elio Baccalà. Il primo è vice sindaco e assessore alle Politiche sociali, gli altri due sono consiglieri comunali. 

“Ritengo che il ricorso abbia un fondamento giuridico”, afferma il consigliere provinciale. “Non l’avrei fatto – dichiara Eliana Menna – se avessi dovuto chiedere il riconteggio delle schede. In quel caso, non sarebbe stato giusto nei confronti dei colleghi di partito. Credo, invece, che l’Idv abbia diritto al terzo consigliere, perché la legge elettorale attribuisce alla coalizione vincente un premio di maggioranza pari al 60% dei seggi”, che a Vasto sono 24. “In realtà – sostiene la Menna – a Vasto il centrosinistra ha ottenuto 14 consiglieri, pari al 58% o poco più, mentre la minoranza, con 10 rappresentanti, ha oltre il 40% previsto dalla normativa”. Su queste premesse, l’esponente del partito di Antonio Di Pietro ha incaricato l’avvocato pescarese Ugo Di Silvestre di presentare l’istanza ai giudici amministrativi.

La questione si gioca sui numeri e i farraginosi meccanismi della legge elettorale, con il complicato metodo D’Hondt (dal nome del matematico belga che lo inventò nel 1978) di ripartizione dei seggi.

Nel caso in cui il ricorso dovesse essere accolto, sarebbe il Pdl a perdere uno dei tre posti conquistati alle votazioni. Il terzo degli eletti tra i berlusconiani è Etelwardo Sigismondi.

micheledannunzio@vastoweb.com

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