vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Progetto di riciclo della Puccioni vince bando europeo

Più informazioni su

BRUXELLES, 18 LUG – Che siano plastiche o acido cloridrico usato, la parola d’ordine nell’Unione europea ora è ‘riciclo’. Largo quindi a prodotti e processi che recuperano materiali o sostanze, prima destinati solo alla discarica. A sperimentare nuove idee da immettere sul mercato ci sono anche due progetti coordinati da aziende italiane, vincitori del bando ‘Eco-innovation’ dell’Ue. Sono ‘Ecoplasbrick’ e ‘Recogen’, che arrivano rispettivamente da Puglia e Abruzzo. ‘

Ecoplasbrick’, coordinato dal Consorzio Cetma di Brindisi, che si occupa della produzione di un pannello per ‘facciate ventilate’, utilizzato soprattutto per il rivestimento esterno di grosse costruzioni, e di ‘pavimenti galleggianti’, che servono ad ottenere un’intercapedine per nascondere cavi elettrici, telefonici, tubi della climatizzazione.

“La caratteristica del pannello – spiega Alessandro Marseglia, coordinatore del progetto – è quella di essere costituito da due strati di gres, con all’interno delle plastiche ‘miste’, quelle che normalmente non vengono riciclate e finiscono in discarica”. Ecoplasbrick, che dura 36 mesi e ha un cofinanziamento europeo di 916.033 euro, include anche due imprese napoletane e una romana, ma anche una grande azienda spagnola (Acciona) e l’associazione dei costruttori albanesi. “La ricerca e il brevetto nasce dalla tesi di dottorato di un architetto, Alessia Guarnaccia” precisa Marseglia. Secondo la tabella di marcia, gli italiani si occupano della produzione del pannello, gli spagnoli di effettuare i test finali e gli albanesi di diffondere la conoscenza di questa tecnologia non solo nel loro paese ma anche in giro per l’Europa. Un altro progetto ‘made in Italy’ vincitore del bando Eco-innovation è ‘Recogen’ e prevede la costruzione di un impianto per ‘rigenerare’ l’acido cloridrico che viene impiegato per trattare i pezzi di ferro che devono essere zincati. L’idea di fondo è quella di evitare lo smaltimento di un rifiuto della lavorazione del metallo, per produrre invece fertilizzanti.

“Facciamo chimica da 123 anni – spiega Mario Puccioni, amministratore delegato della società omonima di Vasto (Chieti) – e con questo impianto possiamo recuperare circa 16mila tonnellate di acido cloridrico rigenerato e circa 4mila tonnellate di solfato di ferro con zinco”.

L’azienda che consegna l’acido cloridrico per la ‘ripulitura’ può tornare a riprenderlo e quindi evita di comprarne di nuovo, mentre i ‘resti’ del processo servono a produrre fertilizzanti da rivendere sul mercato. “

La nostra impresa – aggiunge Puccioni – mette il know how e la Ekip di Bolzano Vicentino la tecnologia”. Il problema ora è che il progetto rischia di perdere i circa 800mila euro a fondo perduto messi a disposizione dal bando europeo Eco-innovation se si dilateranno i tempi di autorizzazione della Regione Abruzzo. A livello europeo infatti la pratica è andata avanti in maniera spedita, a livello locale invece si è in attesa di risposte. “Da aprile attendiamo notizie dagli organismi regionali, sperando in un’accelerazione della macchina amministrativa, in modo da chiudere il procedimento e tenere alta la bandiera del sistema Italia” spiega Puccioni. (ANSA)

Più informazioni su