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Aperta la camera ardente, l'omaggio a "zio Remo"

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CHIETI – Tanta gente, molti occhi lucidi all’apertura della camera ardente con cui l’Abruzzo piange la morte di Remo Gaspari, il più importante leader politico che la Regione abbia mai avuto. Nell’aula del Consiglio provinciale di Chieti sfilano politici e cittadini per un composto saluto all’ex ministro.

La partenza – E’ iniziato stamani il viaggio verso Chieti, dove alle 11, nell’aula del Consiglio provinciale, aprirà la camera ardente in memoria di Remo Gaspari, il politico più noto e potente che l’Abruzzo abbia mai avuto. Domani due funerali: alle 11, nella cattedrale di San Giustino, verranno celebrati dall’arcivescovo Bruno Forte. Nel pomeriggio, alle 16, l’ultimo saluto della comunità gissana al suo concittadino più noto. Il parroco, don Michele, officerà il rito funebre nella chiesa madre di San Bernardino.

Una pattuglia dei carabinieri e una della polizia municipale di Gissi hanno scortato il feretro fino al casello autostradale di Vasto Nord. Poi il compito è passato alla polizia.

E’ il viaggio di Gaspari tra le strade della sua amata terra. Scende dalla collina si Gissi, attraversa quella zona industriale per cui si è battutto. Sulla Fondovalle Sinello, hanno rallentato le auto che hanno incrociato il mezzo funebre. Un uomo in bicicletta si è fermato, facendosi il segno della croce. Domani il feretro ripercorrerà nuovamente queste strade, per l’ultima volta, prima dell’eterno riposo.

L’arrivo – Attorno alle 11, il viaggio da Gissi a Chieti si è concluso. All’arrivo del corteo in corso Marruccino c’è già molta gente. Nei minuti di attesa prima che la bara venga portata nella sede della Provincia, molti si avvicinano, un segno di croce, un bacio un saluto. Poi, scatta spontaneo e commosso l’applauso. Aperta la camera ardente nell’aula consiliare della Provincia, dove per l’omaggio all’ex ministro sono giunti il presidente dell’amministrazione provinciale, Enrico Di Giuseppantonio, il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, il presidente del Consiglio comunale di Vasto, Giuseppe Forte, l’assessore comunale di San Salvo, Domenico Di Stefano. Iniziano ad arrivare tanti politici che con Gaspari hanno condiviso anni di storia abruzzese. Tra questi, Germano De Cinque, sottosegretario negli anni Novanta nei Governi Amato e Ciampi, che ha voluto portare la bara dell’amico fraterno sulle sue spalle, Romeo Ricciuti, sottosegretario nei Governi Andreotti e Goria, lo storico abruzzese Raffaele Colapietra. All’ingresso nel palazzo provinciale, ad accogliere il feretro c’era anche il comandante provinciale dei carabinieri, Giuseppe Cavallari.

Presenti i sindaci dei 104 Comuni della Provincia di Chieti.

Attesi da Roma i leader Udc Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa.

Il saluto – Tanta persone, molti anche i giovani, che salgono le scale del palazzo della Provincia per l’ultimo saluto a Gaspari. Si sentono sussurrare frasi come “E’ stato un grande uomo”, “Ha dato la vita per l’Abruzzo”, “Ha voluto bene alla gente”.

 

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