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Il domestico: "Gli avevo portato il giornale alle 7,45"

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GISSI – “Gli ho portato il giornale alle 7,45, come ogni giorno. Stava bene. Poi sono uscito dalla stanza. Più tardi, mentre stava vestendosi, ho sentito il bastone che cadeva. E’ stata Ami, la badante, a trovare l’onorevole sul letto. Era morto”. Khan Banaris, di ogirini pachistane e cittadinanza italiana, è il domestico di Remo Gaspari.

Dalla casa di corso Vittorio Emanuele II esce una cugina, Elsa Desiati: “Per me era più di un fratello”. “Ultimamente lo avevo visto un po’ affaticato”,  racconta Nicola Ottaviano, ex  dirigente della Comunità montana del Medio Vastese. 

Dall’uscio, rimasto aperto per decenni e ora chiuso, spunta anche Rocco Mente, lucano residente a Roma. In Abruzzo è di casa, visto che è stato per 38 anni l’autista di “zio Remo”.
“Era contento delle feste di compleanno a Gissi, Isernia, Roma. Lo avevo accompagnato io. Dopo di lui, nella politica abruzzese non c’è stato nulla. Rimpiangeva i tempi della Dc”.

Di fianco alla casa, c’è il “Coyote bar”, dove l’anziano leader democristiano si fermava spesso: “Qui veniva tutte le mattine alle 10,30”, ricorda la proprietaria, Primetta Basilico.

“Sarà sempre il nostro padre nobile”, afferma commosso il vice sindaco, Agostino Chieffo.

“Siamo stati avversari, ma sempre con lealtà”, sottolinea Adriano Zambi, di Rifondazione comunista.

Stamani, nell’aula del Consiglio provinciale di Chieti, apre la camera ardente. Domattina, alle 11, nella cattedrale di San Giustino, i funerali, celebrati dall’arcivescovo Bruno Forte. Alle 16, a Gissi, la seconda cerimonia funebre.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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