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"Pilkington punta su estero. E San Salvo?"

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SAN SALVO – Un tavolo di confronto urgente sul futuro dello stabilimento Pilkington di San Salvo. Lo chiede la rappresentanza sindacale unitaria della Cgil alla proprietà della multinazionale giapponese che produce vetro per auto nella zona industriale di Piana Sant’Angelo.

La Filctem-Cgil esprime “forte preoccupazione”, sottolineando che “abbiamo sempre rivendicato, anche per le alte professionalità dei lavoratori, la centralità del sito di San Salvo a tal punto da non condividere, ora, i nuovi investimenti di circa 120 milioni di euro che il Board del gruppo Pilkington ha deciso di allocare fuori da questo territorio, attraverso la realizzazione di un nuovo impianto Coater in Inghilterra e un nuovo stabilimento per la produzione di vetri per auto in Polonia”.

Il sindacato chiede di avviare al più presto una concertazione che veda coinvolte anche le istituzioni per ribadire la centralità della fabbrica di San Salvo.

Il faccia a faccia – Il 25 luglio scorso, le rappresentanze di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il nuovo generale manager dello stabilimento, Stephan Rosebrock. Un vertice che fa seguito a quello dell’8 aprile scorso su sicurezza, abbattimento dei costi di qualità e incentivi per tutti i lavoratori, “necessari – commenta la Cgil – per il recupero della produttività e dell’efficienza dello stabilimento di San Salvo”.

Rosebrock ha affermato che “le azioni messe in campo negli ultimi mesi, hanno modificato se non altro alcuni comportamenti all’interno dello stabilimento, tuttavia ancora molto bisogna fare; le risorse finanziarie da investire per tale problematica sono fortemente diminuite rispetto al budget dello scorso anno e per far fronte a tale diminuzione bisogna accuratamente scegliere le priorità e agire sui comportamenti errati dei lavoratori; rispetto al budget i costi della “non qualità” sono ancora alti e per poterli ridurre saranno intraprese azioni che coinvolgeranno tutti i lavoratori; saranno messe in atto forme di competitività tra i vari plant”. Aggiungendo che il lavoro dell’ultimo periodo “ha migliorato leggermente il conto economico aziendale”. Questo riferisce la Cgil, che esprime “forti preoccupazioni per lo stato e per il futuro del nostro stabilimento”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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