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Marchese si dimette, domenica il comizio-verità

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SAN SALVO – Alle 11.10 da Palazzo di Città viene diramato un comunicato stampa:

Il sindaco di San Salvo Gabriele Marchese, in seguito alla bocciatura del bilancio di previsione, registrata durante la seduta consigliare di ieri sera, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco annunciando che terrà un pubblico comizio in piazza Papa Giovanni XXIII alle ore 19:30 di domenica 7 agosto.

A questo punto diventa davvero molto difficile che Marchese possa ritirare le dimissioni per una seconda volta. Dopo i primi sassolini dalla scarpa che si è tolto ieri durante il Consiglio, per domenica c’è da aspettarsi che Gabriele Marchese racconti la sua versione dei fatti su questo epilogi della sua sindacatura.

Il consiglio di ieri. Gabriele Marchese va sotto per la seconda volta sul bilancio di previsione. Il sindaco di San Salvo non ha una maggioranza che lo sostenga in Consiglio comunale per l’approvazione dell’indispensabile documento di programmazione finanziaria.

Il secondo dramma del centrosinistra che amministra da anni la città è andato in scena oggi pomeriggio, in un atmosfera surreale e resa ancor più pesante dall’interruzione in segno di lutto per la morte di Antonio Di Rito, il bimbo di appena 20 mesi travolto dalla caduta di un televisore mentre era in vacanza con i genitori in Umbria.

In aula Marchese non ha fatto nessun passo indietro, lanciando anche qualche frecciata ai suoi avversari interni di una coalizione sfilacciata ormai da troppi mesi. Nel mirino anche Gabriele Di Lallo (Idv), assente alla seduta decisiva.

Il voto ha evidenziato, per la seconda volta in poco più di un mese, che la maggioranza non c’è: 9 contrari, 8 favorevoli e 3 astenuti (Rossi e Roberti del Pd, Di Toro dei Democratici per San Salvo)

La proroga al 31 agosto che il Governo nazionale ha concesso ai Comuni per l’approvazione dei bilanci di previsione consente a Marchese di riprovarci. Ma il problema è tutto politico. Se non trova 11 voti in Consiglio comunale, non può certo ripresentarsi in aula per subire la terza bocciatura.
Per questo è più vicina la nomina di un commissario prefettizio, che vuol dire caduta dell’amministrazione comunale e ritorno alle urne.

 

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