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"Al lavoro: tornare nel basket che conta"

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VASTO – 30 aprile 2010. Gara-1 dei playout contro Sulmona. A metà gara salta la caviglia di Peppe Bonaiuto, che resta in campo nonostante il dolore, ma la Biofox affonda. In gara-2 resta fuori ed è costretto a guardare dagli spalti la disfatta biancorossa. E’ chiaro, nello sport non esistono giocatori che da soli fanno vincere le partite. Ma con lui in campo, con le buone prestazioni degli ultimi mesi, forse oggi si farebbero altri discorsi.
Il cammino del Vasto Basket riparte dalla C regionale, ma le intenzioni sono delle migliori. Guarita la caviglia, un brutto incidente in auto, per fortuna senza conseguenze gravi, ha un po’ ammaccato Giuseppe Bonaiuto, siracusano classe 1985 (ma ormai è vastese d’adozione), che sarà uno dei punti fermi della squadra.

Hai firmato da qualche giorno il nuovo contratto. Per quanti anni resti a Vasto?
Ho firmato  per un anno, ma  c’è un accordo con la società, basato sulla reciproca fiducia, per iniziare un lungo progetto insieme.

Ci dici la tua sulla retrocessione?
Purtroppo la retrocessione e stata una delusione per  tutti, soprattutto perché con un po’ di fortuna e un po’ di nostra volontà in più avremmo tranquillamente evitato i play out.

Cosa, secondo te, non ha funzionato lo scorso anno?
Sicuramente l’anno scorso ci sono stati dei problemi che si sono accentuati con le sconfitte,  Sicuramente quest’anno dovremmo formare un gruppo chi sia unito e forte, sia nelle vittorie che nelle sconfitte
 
Del quintetto-tipo dello scorso anno sei l’unico rimasto. Te lo aspettavi?
Io mi sento orgoglioso se dopo una retrocessione la società mi ha confermato e voglio ripagare al più presto la fiducia che mi è stata dimostrata.
 
Che campionato ci dobbiamo aspettare?
La società si sta muovendo bene sul mercato e sicuramente vogliamo fare un campionato di vertice, per vincere e per fare divertire la gente

Marinaro e Di Tizio, per motivi diversi, lo scorso anno sono stati impiegati col contagocce. Che contributo daranno quest’anno?
Luca e Silvio saranno fondamentali perché se loro esprimeranno tutto il loro potenziale possono farci fare il salto di qualità. Sono giovani e talentuosi, credo che per loro essere stati riconfermati pur avendo giocato dopo sia una bella iniezione di fiducia. Li ho visti già molto bene sin dai primi allenamenti.
 
Che idea ti sei fatto di coach Minora in questi primi giorni?
Col nuovo coach si e subito instaurato un bel rapporto. Ci ha già fatto inziare a lavorare con qualche allenamento. E’ uno che lavora tanto e cura molto i dettagli, sia tecnici che caratteriali, dei giocatori. E soprattutto, come me, ha tanta voglia di vincere, vogliamo tornare nel basket che conta.

Sarai tu il capitano?
Il ruolo di capitano lo sceglierà l’allenatore. E’ chiaro che se dovessi essere scelto io sarà solo un onore “sostituire” due persone fantastiche come Sergio Desiati e Saverio Celenza. Con la società si e stabilito un gande rapporto di stima e fiducia reciproca, sento molto la responsabilità di raggiungere gli obbiettivi fissati e dare sempre il massimo per questa maglia che sento tanto mia.
 
Dopo una retrocessione la passione dei tifosi fa più fatica a riaccendersi. Che messaggio vuoi lanciare ai sostenitori?
 Dopo l’amarezza per la retrocessione mi sento di dire e promettere ai nostri stupendi tifosi che quest’anno si divertiranno tanto e faremo il possibile per regalargli le soddisfazioni che meritano. Però chiedo di essere in tanti al palazzetto, sin dall’inizio del campionato, perché dovranno essere  il nostro sesto uomo. Abbiamo bisogno di sostegno per andare fino in fondo al nostro obbiettivo e per crescere tutti insieme. Solo così si potrà far fare il salto di qualità a squadra, tifosi, società e città, che meritano molto più che una C2.
 
Vorrei aggiungere una cosa , il giorno che siamo retrocessi ho promesso ad una persona a me molto vicina che sarei rimasto e che avrei fatto di tutto per tornare dove meritiamo. La prima l’ho già mantenuta, per la seconda ho già iniziato a lavorare.

Giuseppe Ritucci

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