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Alla scoperta di Galileo e del cielo stellato

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VASTO – «Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi», diceva  Nietzsche, e ieri sera di “caos” ve ne era abbastanza, un intreccio di costellazioni, polifonie di voci  e relazioni brillanti, come quelle piccole luci che illuminano il cielo. Il sabato vastese offre diverse distrazioni:  dalla musica al divertimento, ma c’è chi riesce ancora ad emozionarsi con l’apprendimento, di certo più impegnativo e gratificante. Basta un piccolo palco che ha come sipario le splendide Terme di  Histonium e la magia diviene realtà, e la storia e l’antico diventano più presente dell’attimo che stiamo vivendo, che si sovrappone e ci sorpassa inesorabile.

Galileo Galilei è tornato in vita, sabato 6 luglio, per ricordarci che “Non puoi insegnare qualcosa ad un uomo. Lo puoi solo aiutare a scoprirla dentro di sé”, e lui l’aveva trovata e divulgata al mondo intero nonostante le accuse della Santa Inquisizione e di tutti quegli aristotelici superbi che non volgevano lo sguardo oltre i bordi rilegati dei libri.

Galileo ha osservato e non guardato il cielo, come facciamo abitualmente noi uomini , e a lui, padre della scienza moderna, è stato dedicato questo terzo incontro del progetto “Il Futuro dell’antico”.
La lezione-spettacolo, intitolata Sidereus  Nuncius si è realizzata con il contributo  degli studenti Alessandra Di Giacomo, Micaela Di Giacomo, Valentina Galiè, Barbara Rossi, Loris Napoletano, Emiliano Giattini, Alessandro Silvestri nella rappresentazione teatrale, di docenti come la prof. ssa Rosalba Viola, di alunni presenti e passati del Liceo Scientifico “R.Mattioli” (Patrizia Falcone, Ilaria Cinalli, Gaia Fabrizio) impegnati  in letture e liriche, degli astronomi dell’Osservatorio Astronomico Colle Leone di  Mosciano Sant’Angelo (Alessio Marini , Leandro Saracino e Nicola Pandolfi), della splendida voce di Martina Valentini, accompagnata dalla straordinaria melodia di Lorenzo Pardi.

Tutto ciò è stato possibile, e bisognerebbe urlarlo a gran voce, grazie all’accoglienza del FAI,  alla precisa ed efficace collaborazione del Centro di Educazione Ambientale Pancratium, alla competenza tecnica del signor Giovanni Timponi, alla regia, all’entusiasmo e al lavoro appassionato della professoressa Rosa Lo Sasso.

Patrizia Falcone

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