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Discoteche silenziose, coro di no dal mondo della notte

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VASTO – Discoteche silenziose? No grazie. Arrivano i primi no alla proposta avanzata da Luigi Marcello, vice presidente del Consiglio comunale. Ecco come la pensano due dei personaggi più conosciuti dal popolo della notte di Vasto.

Luigi Cicchini, dj – “Non possiamo pensare di stravolgere il mondo della discoteca. Potrebbe anche essere che questa delle Silent Disco sarà la moda del futuro ma credo che quello che trasmettono il suono e la pista sono emozioni che le cuffie non possono trasmettere”.

In Olanda questo tipo di evento, con le persone in pista munite di cuffia e due canali da poter scegliere sta avendo grande seguito. “Non so, forse è una questione d’abitudine, o più che altro di moda. Personalmente, per il lavoro che faccio, non mi piace molto l’idea. Sarebbe come modificare geneticamente quella che è la musica da discoteca”.

La proposta è stata fatta per cercare di risolvere il problema legato alla musica nei locali. “Sono assolutamente d’accordo con il rispetto delle regole. Esistono e tutti devono attenersi a quelle. Se tutti sono nella norma, con gli impianti tarati ai giusti decibel, si rispetta la volontà di tutti, di chi vuole divertirsi e di chi vuole riposare. Io credo che, in un locale, anche se si smette di suonare ad alto volume all’ora prestabilita, poi la gente rimane lo stesso, senza creare problemi. Ripeto, se tutti rispettano le regole non c’è bisogno di mettere le cuffie. Con un sistema in cui uno ha le cuffie e può scegliere i suoi canali, a cosa serve un dj? Si può trasmettere una radio. Ma staremmo parlando di un’altra cosa”.

Silvio Iacovitti, proprietario della discoteca Baja Village – “Silent disco? Sono recentemente stato in Svizzera e ho visto come, dopo qualche esperimento, non c’è stato seguito. Se si pensa che possa essere una formula di successo facciamola prima sperimentare a Milano o Rimini e vediamo che succede. Ma ho forti dubbi che possa prendere piede in Italia. Per lo più si tratta di eventi sporadici, magari legati a eventi di sponsorizzazione, come quando in discoteca c’è un dj che suona con una particolare consolle”.

Potrebbe essere quindi solo una trovata commerciale?

“Il mondo della notte, negli ultimi anni, vive una serie di problematiche. I talent scout, prima lanciavano le mode nelle discoteche e nei club, ora le mettono in strada. Per chi fa questo mestiere vuol dire doversi reinventare sempre con iniziative nuove, che però poi reggano l’impatto con il pubblico. Un’idea di questo tipo, personalmente, non la trovo vincente”.
Un fattore molto importante è quello degli impianti di diffusione della musica. “E’ principalmente un problema acustico. Nella mia discoteca, le casse diffondono la musica a 45 gradi, in modo che venga sentita solo nell’area interessata. Con degli studi fonometrici, impianti  di qualità, attenzioni costanti e controllo, il problema del disturbo della quiete non esiste. E’ chiaro che per questo serve un forte impegno da parte di tutti. E’ molto importante, poi, studiare le zone adatte per ogni tipo di musica”.
Quindi niente cuffie? “Non credo. In discoteca, uno dei fattori che trascina le persone in pista sono proprio le vibrazioni trasmesse dalla musica che, arrivando al diaframma, coinvolgono le persone e le fanno ballare. Con le cuffie, ovviamente, tutto ciò non potrebbe accadere”.

Giuseppe Ritucci

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