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Molino: "Pd senza leader, in futuro guardiamo al centro"

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VASTODomenico Molino, consigliere comunale del Pd a Vasto, dopo la crisi politica a San Salvo e le dimissioni del sindaco, Gabriele Marchese, il Partito democratico ha preso una brutta botta. E’ un ombrello senza manico?
“Manca la leadership. Non solo a Vasto. Lo dimostrano anche le vicende di San Salvo e Casalbordino, che devono far riflettere. I quadri dirigenziali devono ricondurre il partito all’unità”.

Marchese ha perso il posto da sindaco di San Salvo, lei quello da assessore comunale di Vasto. Lo stesso destino?
“In politica c’è chi decide di prendere una strada e va fino in fondo. E poi c’è chi, col mutare della situazione, cambia opinione, come faceva notare Keynes. Io e Marchese apparteniamo alla prima categoria di politici. Ora è giusto che, come accaduto a Vasto con le primarie, anche a San Salvo la palla passi nelle mani dei cittadini”.

Appunto. Lei si era candidato alle primarie, sfidando Lapenna. Poi, all’ultimo momento, si è tirato indietro sostenendo Peppino Forte. Questa scelta le ha tagliato le gambe: fuori dall’ultima Giunta dello scorso quinquennio, fuori da quella attuale. Non si sarà pentito di quella scelta?
“La rifarei. Dopo quella svicenda il partito ha ratificato in tutto l’Abruzzo il metodo delle primarie per la scelta dei leader. Col senno di poi, dovrei dire che mi sarebbe convenuto fare come quella schiera di politici indicati da Keines. Si è creduto, a torto, che la scelta del Pd dovesse essere fatta in base al numero dei voti riportati dai singoli candidati. Non è così. C’era la necessità di trovare un equilibrio politico. In questi equilibri non era contemplato un mio incarico da assessore. Ma non ho nulla da recriminare. Faccio notare che quasi tutti gli eletti del Pd in Consiglio comunale sono coloro che avevano posto la questione primarie”.

Lei si candiderà segretario del Pd di Vasto?
“Non lo escluso, ma non è un mio desiderio. Il mio augurio è che attorno a Lapenna si possano stringere tutte le forze del centrosinistra per programmare, progettare e realizzare tre opere fondamentali: l’arretramento della Statale 16, il nuovo ospedale e una rinnovata logistica per le aree portuali e industriali. Mi auguro altresì che il Partito democratico, dopo i congressi di settembre, componga una coalizione con le forze di centro: Udc, Alleanza per l’Italia e, perché no, anche Futuro e libertà. Dobbiamo rivolgerci all’elettorato moderato, che non si sente rappresentato dagli estremisti”.

Lei è balneatore. Per oltre due mesi in città si è discusso di orario di stop alla musica fuori dai locali. Si sente parte in causa in questa vicenda? “No. Credo che, come me, anche gli altri operatori turistici abbian ormai metabolizzato l’ordinanza che fissa il limite all’una di notte. Ma per il futuro bisogna stilare un regolamento che valga per i prossimi 5 anni. Solo così imprenditori ed esercenti del settore potranno programmare iniziative d’intrattenimento della loro clientela”.    

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com            

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