vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

"Con una paresi la mia brutta esperienza all'ospedale"

Più informazioni su

VASTO – Con una sospetta paresi facciale in corso, si reca alla Medicina turistica di Vasto Marina dove, dopo una visita, il medico dispone un’impegnativa d’urgenza per accertamenti in ospedale. Ma, una volta giunto al San Pio, il turista è costretto prima a scontrarsi con le lungaggini della sanità.

E’ accaduto a Pasquale Secce, 60enne napoletano che da anni sceglie Vasto per le sue vacanze.

“Lavoro in ospedale a Napoli e qualche nozione dopo tanti anni l’ho imparata anche se non sono un medico. Verso le 9 mi sentivo poco bene, il lato destro della faccia mi tirava”, racconta in un’intervista rilasciata al quotidiano Primo Piano.

“Ero alla Marina e mi sono recato alla Medicina turistica. Dopo un’ora abbondante di fila, il dottor Alberto Ciancaglini ha ravvisato i sintomi di una paresi e mi ha fatto un’impegnativa d’urgenza. Giunto in ospedale, ho dovuto attendere un’ora e mezza prima di parlare con la dottoressa in turno che invece di visitarmi si è messa a sbraitare contro Ciancaglini. E’ nato un inevitabile battibecco”.

“Ho chiesto di parlare con qualcuno, ma mi hanno risposto che in direzione sanitaria non c’era nessuno”. L’uomo è uscito dall’ospedale ed è torna alla Medicina turistica di Vasto Marina, dove Ciancaglini gli ha somministrato i farmaci necessari a curare la paresi.

“Sono trent’anni che vengo in vacanza a Vasto, sono innamorato di questo posto che, però, devo dire peggiora di anno in anno nei servizi sotto tutti i punti di vista”, dice Secce amareggiato.

Il medico – “Domenica mattina – racconta Alberto Ciancaglini – ho visitato il paziente e di fronte all’evidenza di una probabile paresi l’ho invitato a recarsi subito al San Pio, evitando l’eventuale ingorgo al pronto soccorso. L’ho fatto innanzitutto a tutela del paziente e perché no, per uno scrupolo di carattere medico legale. Poteva appalesarsi una patologia anche più pesante. Sono fatto così, mi hanno insegnato il massimo rigore nell’esercizio delle mie funzioni a tutela della slute dei pazienti. Nel tardo pomeriggio, quando è tornato alquanto adirato ed impaurito, mi ha raccontato quanto accaduto in ospedale e gli ho prescritto la terapia da seguire. In vent’anni di professione non mi hanno mai dato del maleducato, né accusato di scarsa attenzione, me ne faccio un vanto. Mi spiace assai per il comportamento della collega con la quale chiarirò quanto prima personalmente. Se fosse accaduto al sottoscritto, mi sarei prima occupato del paziente e solo in un secondo momento, nel caso ce ne fosse stato bisogno, mi sarei messo in contatto con il collega per eventuali comunicazioni. I problemi del nostro lavoro non possono e non devono prevaricare la salute dei cittadini”.   

– Testimonianza pubblicata sul quotidiano Primo Piano in cronaca di Vasto –

 

 

 

Più informazioni su