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In Consiglio la protesta contro la manovra lacrime e sangue

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VASTO – Dopo Roma e Chieti, tocca a Vasto. La protesta contro la finanziaria lacrime e sangue varata dal Governo Berlusconi approda in Consiglio comunale.

Il presidente, Peppino Forte, ha convocato per il 23 in prima convocazione e il 24 agosto in seconda la sessione di bilancio: l’assemblea sarà chiamata ad analizzare e discutere il bilancio di previsione 2011 predisposto dall’amministrazione Lapenna. Il documento che destina i pochi fondi disponibili a servizi e opere pubbliche comunali deve essere approvato in questa seduta: il 31 agosto, infatti, scade il termine ultimo fissato a livello nazionale.

In quella circostanza, Luigi Marcello, capogruppo di Giustizia sociale, presenterà una mozione che, se approvata, impegnerà il sindaco, Luciano Lapenna, e la Giunta “a portare avanti ogni possibile forma di protesta avverso i pesanti tagli previsti dalla Finanziaria presso tutte le autorità competenti in materia, Presidente del Consiglio, Ministro delle Finanze, Presidenti di Regione e Provincia al fine di tutelare primariamente i diritti delle famiglie e delle fasce sociali più deboli;
ad esercitare azione propositiva in direzione analoga anche presso i Comuni viciniori;
cercare e realizzare forme collaborative e cooperative con altri Enti locali al fine di esercitare non solo un’azione di protesta comune, ma anche un’azione propositiva su possibili misure alternative attuabili da sottoporre all’Esecutivo al fine di compensare un auspicabile alleggerimento delle pesanti restrizioni previste a carico degli stessi Enti”.

Secondo Marcello, i problemi legati alla finanziaria di Tremonti sono due. Il primo riguarda le famiglie: “I tagli, secondo autorevoli associazioni di consumatori, costeranno mediamente 1500 euro annui a nucleo familiare”.

La scure si abbatte anche sugli enti locali: “Il solo Comune di Vasto subirà una diminuzione dei contributi stanziati dal Governo centrale quantificabile in 1milione e 400mila euro”. Inoltre “questi tagli avranno pesanti ripercussioni sulle politiche del Comune che si vedrà costretto a ridimensionare le proprie attività circa l’offerta di Servizi e le politiche di Sviluppo, dovendo limitare le proprie risorse, praticamente ed esclusivamente, all’ordinario; a soffrire per lo scenario venutosi a creare saranno primariamente le fasce più deboli con una riduzione drastica, ad esempio, per i servizi sociali di ben 400mila Euro in 3 anni. La manovra, così come congegnata – afferma il leader locale di Gs – avrà pesanti ricadute negative anche sul mondo del lavoro che, in Provincia di Chieti, ha già accusato nell’ultimo anno un incremento della disoccupazione pari al 10%”.

Le proteste – Ha cominciato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno (Pdl). Poi la protesta contro la finanziaria è giunta in Abruzzo con Bruno Di Paolo (Gs), vice sindaco di Chieti. Ora tocca a Vasto.

micheledannunzio@vastoweb.com

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