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E lo spettatore del Vff scrive a Francesca Inaudi

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VASTO – Da Paolo De Stefanis riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta a Francesca Inaudi, ospite della terza serata del Vasto film festival:

Gentile signora Francesca Inaudi,
stasera  venerdì 19 agosto stavo lì nel cortile di Palazzo d’Avalos a Vasto, confuso tra i tanti, ad ascoltare le sue risposte all’intervistatrice di turno. Risposte prevedibili a domande prevedibili. In tutta verità ci stavamo annoiando, dopo quelle stantie domande , diciamo così, tecniche sul modo di essere attrici, e così via.
In fondo a noi spettatori interessa poco sapere se sul set  fate i turni alla francese o con la pausa pranzo …
 
Eravamo lì, in una bella calda serata d’agosto, essenzialmente per distrarci e quando uno ha bisogno di distrarsi ogni motivo è buono, anche l’arrivo, inusuale per una piccola città come la nostra, di persone che nella vita fanno gli attori (un mestiere come un altro, che hi le sue regole come ogni attività lavorativa).
Dico questo ringraziandola comunque per il suo lavoro di attrice, perché se  voi attori, nel recitare talune parti, riuscite a farci sorridere ci aiutate a reggere meglio la fatica di vivere e tutti sanno che una bella risata liberatoria vale più di un’intera scatola di anti depressivi.

Aggiungo che, in tutto quel conversare, quello che a molti  è piaciuto di più  (l’ho percepito dai commenti e dal rispettoso silenzio che ne è seguito: anche il silenzio, certe forme di silenzio sono comunicazione … ) è stato il messaggio emanato da quel breve spot trasmesso sulla figura storica di Cristina di Belgioioso: bella figura di donna moderna che ci potrebbe aiutare a ri-scoprire valori civili e morali di cui i tempi attuali  sono alquanto carenti.
Ecco, signora Inaudi, concludo queste brevi annotazioni esortandola, sempre se in futuro le fosse possibile e le  si dovessero presentare le opportunità lavorative ottimali per riuscirci, ad interpretare altre figure “didattiche” come la Belgioioso. Questo nostro Paese confuso e disorientato ha bisogno di messaggi educativi positivi. Ben venga dunque l’interpretazione sulla scena filmica o televisiva di personaggi solidi e moralmente significativi. Ogni volta che voi attori riuscite a portare alla nostra attenzione la biografia o comunque il senso espresso da personaggi robusti, ci aiutate a crescere.  
Di questo abbiamo bisogno, di crescere dentro come Paese e come “cives”, forse ed ancor più che di belle risate liberatorie.

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